Sono un milione e 34mila, ovvero un sesto delle famiglie italiane in cui è presente un figlio minore. Si tratta delle famiglie monogenitoriali. E nell’86,4% dei casi, questo genitore è la mamma. A raccontare con i numeri la condizione delle madri sole italiane ci ha pensato l’Istat.

Intanto, il fenomeno delle famiglie monogenitoriali è letteralmente esploso nell’ultimo decennio. Basti pensare che nel 1983 erano meno di mezzo milione, mentre nel 2005 ancora non superavano le 600mila unità:

Come si vede dal grafico, nel 2015 le madri sole erano 893mila. E rappresentavano l’86,4% delle famiglie monogenitoriali. Ma perché queste madri vivono sole? La causa principale è sempre un divorzio o una separazione. Per quanto l’andamento dei dati nel corso degli anni dica molto di come è cambiata la società italiana nel tempo:

Come si nota, le madri sole nubile sono cresciute in percentuale passando dal 18,9% del 1995 al 34,6% dell’ultima rilevazione disponibile. Più della metà di queste mamme ha un solo figlio minore di cui occuparsi. Il che significa che una fetta comunque consistente ne ha almeno due:

Un’8,9% delle madri che vivono da sole ha almeno tre figli dei quali occuparsi. Una percentuale consistente, anche se in calo di un terzo rispetto al 1995. Altro elemento, questo, che racconta di come sia cambiata la società italiana.

Un terzo dei figli di queste mamme sole ha meno di 5 anni, mentre un ulteriore 42,7% ha tra i 6 e i 13 anni. Gli adolescenti sono solo un quarto. Ma come fanno le loro madri a mantenerli?

Ovviamente, lavorando. Due su tre sono infatti occupate, una percentuale che si è ridotta nel 2016 rispetto alla rilevazione effettuata nel 2006. Quasi una madre sola su otto è in cerca di un’occupazione ma non riesce a trovarla. E c’è poi un 24,4% di mamme che sono fuori dal mercato del lavoro. E che, evidentemente, vivono degli alimenti che passa il padre dei loro figli.

Anche per quanto riguarda quelle donne sole con figli che un lavoro ce l’hanno, però, occorre fare alcune precisazioni. A cominciare da quelle che hanno un’occupazione part-time. Solo il 56,3% lo ha scelto volontariamente, contro il 77,9% delle madri che vivono in coppia. Il 43,7% lavora con un tempo parziale perché non ha trovato altro. E non è tutto: il 42,1% delle madri sole è a rischio di povertà o di esclusione sociale. Una percentuale che per chi vive in coppia si ferma al 29,3%. Ancora, l’11,8% delle mamme sole vive in condizioni di povertà assoluta. Una condizione che, evidentemente, riguarda anche i loro figli.

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