La fotografia va datata 2015 ma basta per capire dinamiche, debolezze e potenziale delle nostre piccole imprese. Due anni fa, secondo le rilevazioni di Istat, le imprese attive nell’industria e nei servizi di mercato erano 4,2 milioni e occupano 15,7 milioni di addetti, di cui 10,9 milioni dipendenti. Il valore aggiunto raggiunge i 716 miliardi di euro.

Per provare a rappresentare le imprese italiane abbiamo scelto quattro indicatori (Investimenti, valore aggiunto, costo del lavoro e retribuzione). Nella barra di destra si può evidenziare in rosso il settore preferito e quindi mettere a confronto le differenti performance per ciascuna voce. 

 

 

Scopriamo così che a livello aggregato per il secondo anno consecutivo è cresciuto il valore aggiunto nell’industria e nei servizi di mercato (+4%). Anche gli investimenti sono in espansione ma l’incremento è più contenuto.

Più nel dettaglio: il settore dei servizi, con il 78,2% di imprese e due terzi degli addetti totali, registra una crescita del valore aggiunto lievemente superiore alla media (+4,6%). Nell’industria in senso stretto, il valore aggiunto aumenta a un tasso inferiore rispetto alla media nazionale (+3,5%) mentre la crescita è sostenuta per il margine operativo lordo (+6,4%).

In questa infodata invece ci siamo occupati di calcolare il rapporto tra investimenti e valore aggiunto per addetto ogni mille euro. La classifica è rappresentata nella parte destra e indica ai primi posti Auto, Metallurgia e Prodotti farmaceutici.  La percentuale misura l’incidenza della parte non retribuita sul costo del lavoro.

 

Il settore dei servizi, con il 78,2% di imprese e due terzi degli addetti totali, registra una crescita del valore aggiunto lievemente superiore alla media (+4,6%).

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