Lo stupro di una ragazza polacca e di un transessuale a Rimini da parte di quattro giovani di origine straniera. Quello a Firenze di due ragazze americane, che hanno accusato due Carabinieri di averle violentate. L’ultimo episodio sabato scorso a Roma: vittima una giovane finlandese, in carcere un 22enne bengalese. Ma quanti sono i casi di stupro in Italia?

Per saperlo, basta consultare gli archivi dell’Istat. Dove, posto che anche un solo episodio è comunque di troppo, si scopre che i casi di violenza sessuale sono in calo: furono 4.800 nel 2010, sono stati poco meno di 4mila nel 2015, il dato più recente messo a disposizione dall’istituto nazionale di statistica.

O almeno, questi sono quelli rientrati nel database dedicato ai “Delitti denunciati dalle forze di polizia all’autorità giudiziaria”. E questo può significare sostanzialmente due cose: o le violenze sessuali sono davvero in calo, un segnale senz’altro positivo. Oppure che a calare sono le donne che, dopo uno stupro, trovano il coraggio e la forza di denunciare. Circostanza che sarebbe invece decisamente allarmante. Quale delle due ipotesi sia corretta, però, i numeri di Istat non lo dicono.

Dicono invece di come ci siano alcune zone del Paese in cui questo crimine sia più diffuso che in altre. O, ancora una volta, che ci sono province in cui il numero di denunce è maggiore che in altre. Quali siano lo si può vedere osservando quest’infografica:

Con 13,2 denunce per violenza sessuale ogni 100mila abitanti, è la provincia di Milano ad aggiudicarsi l’infelice primato. Seguono Savona con 13,1 e Siena con 13. Quella con meno segnalazioni all’autorità giudiziaria, invece, è Vibo Valentia, con appena 1,8 casi ogni 100mila residenti. Ancora una volta: si tratta solo dei reati denunciati. Quelli commessi senza che la vittima abbia deciso di rivolgersi a Polizia e Carabinieri non vengono conteggiati.

Utilizzando il filtro “Regione” è possibile ‘zoomare’ sul territorio di una singola regione. Mentre, nella seconda parte dell’infografica, si stringe il campo sulle denunce presentate all’interno di un territorio provinciale. Il filtro “Provincia” fa riferimento solo alla seconda parte e consente di verificare l’andamento delle segnalazioni a questo livello.

In questo modo si scopre che Milano nel 2015 ha visto una recrudescenza di un fenomeno che, fino all’anno precedente, seguiva la tendenza nazionale verso un calo degli episodi. Lo stesso è avvenuto in provincia di Rimini, una delle tre città finita alla ribalte delle cronache, dove si è passati da 34 a 43 casi denunciati. Mentre a Roma il calo è costante dal 2012: 323 segnalazioni nel 2015, pari a 7,4 ogni 100mila abitanti. Firenze, in fine, ha visto un incremento nel 2014, unico dato negativo di un trend comunque in calo. Eppure i tre episodi delle ultime settimane hanno accesso i riflettori sulla realtà di queste tre città.

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