Quanto sono diversi i giovani dai loro genitori nell’approccio al mondo del lavoro? Due generazioni a confronto, che definiremmo agli antipodi: i primi (nati tra il secondo dopoguerra e la metà degli anni ’60, detti baby boomers per via del boom demografico di quegli anni) hanno vissuto in un’epoca ricca di opportunità, quando la tecnologia cominciava ad affacciarsi nella nostra vita quotidiana; i secondi (nati tra i primi anni ’80 e la metà degli anni ’90, detti millennials) sono abituati a confrontarsi con una realtà più mobile e incerta, a vivere in totale simbiosi con la tecnologia e in costante connessione tra loro e col mondo grazie ai moderni mezzi di comunicazione.

Eppure qualche somiglianza c’è. Nella priorità data alle leve su cui basare la scelta del lavoro, per esempio. Secondo una ricerca  dell’American Advisors Group, genitori e figli considerano infatti la retribuzione il primo criterio su cui basare la scelta del lavoro, con percentuali del 61,6% tra i  millennials e del 50,9% tra i baby boomers. Secondo parametro tenuto in considerazione, l’appagamento, il senso di soddisfazione dato dalle attività svolte. Più trascurati invece altri benefits, come l’auto e il cellulare aziendale.

Inoltre, non solo entrambe queste fasce generazionali ambiscono a posizioni ben retribuite, ma credono anche fortemente nell’utilità di un buon percorso di studi universitario, considerato un elemento che può facilitare la carriera.

Qui l’infografica di Statista su baby boomers e millennials. Qui trovate altre info di Statista


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