L’altro lato della medaglia è quello del lavoro retribuito. Fra tutte le nazioni censite dall’OCSE, solo  le turche appaiono spendere meno tempo delle italiane in impieghi pagati. Questo però non viene compensato dagli uomini italiani, poiché anch’essi risultano nel gruppo di non arriva a quattro ore al giorno di lavoro retribuito.

 

Questo tipo di statistica può essere facilmente fraintesa, per cui meglio chiarirne il significato. Essa non significa necessariamente che in Italia il lavoro sia poco “intenso”. Sappiamo infatti da altre indagini che in media i lavoratori e le lavoratrici italiane sono assai più impegnati rispetto, per esempio, a tedeschi e tedesche: le loro ore lavorate annue sono in effetti maggiori.

 

Come stanno insieme le due cose? Una possibile spiegazione è che in Italia c’è poco lavoro in generale, soprattutto nel caso delle donne, e – sempre secondo l’OCSE – si va in pensione più presto. Poiché abbiamo allora molte persone che non lavorano, facendo la media fra loro e chi un impiego ce l’ha la media generale delle ore di impiego pagate viene bassa – ma a chi fa parte della forza lavoro tocca comunque sgobbare parecchio.

 

 

L’enorme problema delle donne italiane è in qualche modo il riflesso speculare di quello degli uomini. Sommando infatti le ore di lavoro pagate e non risulta che essi sono i penultimi, superati dai soli greci, quanto a tempo dedicato al lavoro o alle attività domestiche. Anche francesi e spagnoli non scherzano in questo senso, va sottolineato, pur senza arrivare agli estremi dei nostri connazionali.

 

 

 

 

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