export

Lo scatto complessivo del made in Italy a marzo (+14,5%) si traduce per le imprese in incassi aggiuntivi per oltre 5 miliardi di euro, il che produce nel primo trimestre per l’Italia un valore globale di export di 108,9 miliardi: una crescita del 10% che ci spinge a ridosso dei volumi francesi.
Nel confronto europeo si tratta di un risultato decisamente positivo, soprattutto rispetto ai “big” del commercio internazionale, con un tasso di crescita trimestrale doppio rispetto alla Francia, di due punti superiore nei confronti della Germania. Osservando i numeri dell’Europa a 28 è comunque evidente la ripresa in atto nel commercio internazionale, che si traduce in performance positive quasi ovunque. Nel confronto con il primo trimestre 2016, le vendite dell’Europa a 28 crescono a doppia cifra in tutti i principali mercati extra-Ue, a partire da Stati Uniti (+11%) e Cina (+22%). Il “ritorno” più gradito è tuttavia quello della Russia, con importazioni dalla Ue in crescita del 28%. Performance che consente a Mosca di tornare al terzo posto tra i maggiori mercati di sbocco europei, riprendendosi la posizione occupata temporaneamente dalla Turchia. Crescite percentuali visibili anche nei numeri dell’Italia, che nei mercati extra-Ue a marzo concretizza il quinto rialzo mensile consecutivo: dai Bric’s, grandi “malati” del 2016, continua ad arrivare una spinta robusta, con acquisti arrembanti e persino inattesi per dimensioni.

Articolo sul Sole 24 Ore del 18 maggio 2017

 

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