Lo dicono i numeri. E non solo quelli ottenuti dal Pd alle ultime elezioni. O meglio, se questi dati si incrociano con quelli relativi ai beneficiari del provvedimento per l’anno fiscale 2016, appena resi disponibili dal Mef, si vede come il combinato disposto di questi elementi abbia avuto effetti negativi per il Partito democratico.

Beninteso, qui nessuno vuole mettere in discussione la bontà o meno del provvedimento in sé. Quanto piuttosto il suo impatto sul risultato elettorale della forza guidata fino a prima del 4 marzo da Matteo Renzi. Il cui governo è proprio quello che introdusse il bonus Irpef da 80 euro. Allora, era il marzo del 2014, mancava poco alle elezioni europee. Molti commentatori definirono il provvedimento come una mancia elettorale. E, poche settimane dopo, il Pd ottenne lo storico 40%.

Quattro anni più tardi, a provvedimento consolidato, come sono andate le cose? Il primo passo per capirlo sta nel valutare dove si concentrino i beneficiari di un provvedimento che ha riguardato il 28% dei contribuenti italiani, più di 11 milioni di persone. La risposta sta in questa mappa:

Le macchie arancioni, quelle che rappresentano le zone in cui la percentuale di contribuenti che ha beneficiato del bonus è superiore alla media, si concentrano nel Triveneto. Non esattamente regioni ‘rosse’. Mai che l’obiettivo fosse quello di convincere veneti, trentini e friulani a cambiare idea al seggio, è miseramente fallito, come si è visto lo scorso 4 marzo. Battute a parte, per valutare l’eventuale impatto elettorale degli 80 euro, il passo successivo è stato quello di incrociare i numeri del bonus con quelli del Pd. E il risultato è questo:

Sulla mappa si incrociano tre valori per ciascuno dei due elementi presi in considerazione. La fascia media è stata individuata sottraendo e sommando al valore medio un decimo di quest’ultimo. Detto altrimenti, della fascia media relativa al voto ottenuto dal Pd fanno parte tutti quei valori compresi tra 18,7 ± 1,87.

La zona in cui esiste una correlazione positiva tra il bonus degli 80 euro e il voto al Pd è quella dipinta di nero. Comuni che si concentrano soprattutto tra Toscana, Emilia Romagna e Marche, con qualche ‘sprazzo’ nel Nord e qualche sparuto caso nel Sud Italia.

I comuni in cui il colore tende all’azzurro scuro sono quelli nei quali il meccanismo, mai che ci fosse, non ha funzionato. Quelli cioè nei quali la percentuale di coloro che hanno ottenuto gli 80 euro è stata più alta che a livello nazionale. Ma questo provvedimento non è stato considerato sufficiente per dare fiducia al Partito democratico, che del governo uscente è stato il principale azionista.

Al contrario, le zone in giallo sono quelle nelle quali la fiducia al Pd è stata incondizionata. Nel senso che l’ormai ex partito di Renzi ha ottenuto risultati superiori alla media anche se l’effetto di una delle sue politiche più celebri si è fatto sentire meno che in altre zone d’Italia.

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