Per la seconda puntata dell’approfondimento sulle città più costose del mondo, sempre prendendo come base i dati pubblicati da Numbeo che usano New York come punto di riferimento per gli indicatori (valore ipotetico pari a 100) rappresentanti diversi aspetti del costo della vita, in questo frangente ci si concentrerà sul continente americano nella sua interezza.

Per via dell’elevato numero di città statunitensi censite, sono state realizzate due infografiche gemelle che verranno presentate separate in modo da poter avere una visione dedicata agli Stati Uniti ed una relativa invece a tutto il resto delle Americhe, fatta eccezione appunto per gli USA.

Nelle infografiche che seguono tutte le città censite nell’analisi sono rappresentate sulla mappa mediante un marker circolare colorato in base ad un gradiente semaforico che spazia dal verde per i valori minori fino al rosso intenso dei valori più alti.
Analogamente, anche l’istogramma rappresentante le nazioni di appartenenza delle città, è colorato seguendo lo stesso criterio cromatico e può essere utilizzato come filtro per zoomare il paese di interesse isolandone le città dal resto di quelle presenti nel panorama continentale.
Per cambiare la prospettiva dell’analisi è possibile selezionare l’indice di interesse mediante l’apposito menu a tendina in alto.

 

Stati Uniti

A livello complessivo, considerando l’indicatore generale sul costo della vita (Cost of Living Index) risulta abbastanza evidente come le città degli USA si possano suddividere tutto sommato in tre zone: le zone costiere bagnate dagli oceani, gli stati centrali e quelli geograficamente separati dal resto dei 50 stati “continentali”.

Non c’è da stupirsi se, specialmente per motivi prettamente logistici, Honolulu per le Hawaii (indicatore pari a 93,7) e Anchorage nell’Alaska (93,2) figurano tra i pochi marker prossimi al rosso – quindi assolutamente paragonabili a New York – insieme a poche altre città situate a ridosso delle coste.

I centri urbani che fanno registrare i valori più alti sono infatti circoscritti in alcune zone ben precise come il tratto nord-orientale che parte da Boston (80,5) e, passando per i dintorni di New York (Brooklyn 90,3), arriva fino alla capitale Washington (88,5), oppure il litorale pacifico che si estende per tutta la California da nord (San Francisco 96,9) fino a Los Angeles (77,6).
Le uniche eccezioni cromatiche visibili in aree dominate da città prevalentemente verdi risultano essere Charleston nel South Carolina (86,9) e Bellevue (85,9) nello stato di Washington prossimo al Canada.

Quando invece si parla di cibo inteso come servizio (Restaurant Price Index), la mappa presenta una concentrazione di marker più tendente all’arancio, e non solo localizzati nelle zone in cui il costo della vita risulta più alto.
Se alcune aree già citate in precedenza, come la California ad esempio, risultano molto più care in questo specifico ambito (Santa Barbara 92), ce ne sono altre che, a dispetto di una colorazione più tendente al verde in merito al Cost of Living Index, sul fronte della spesa per i ristoranti assumono toni decisamente più orientati all’arancio come nel caso del sud della Florida (Miami 81,9 contro 75,8) e New Orleans (86 contro 73,6).

Dando uno sguardo al potere di acquisto (Local Puchasing Power Index) si ottiene un quadro piuttosto chiaro, soprattutto se si considerano i valori medi dei singoli stati dato che sono bene 49 i casi caratterizzati da un potere di acquisto superiore a quello dell’area di New York.

A partire dalla Louisiana, dove l’acquisto di beni e servizi per il salario è medio è superiore alla Grande Mela di circa sei punti percentuali (106,7), l’elenco di tutti gli altri stati con valori sopra quota cento continua fino ad arrivare nelle posizioni alte della speciale graduatoria che vede in cima il terzetto costituito da Utah (150,8), Georgia (150,4) e Virginia (147).

 

 

 

Il caso di Hamilton. Il dato che salta immediatamente all’occhio è caratterizzato dalla presenza di un unico marker rosso, quello rappresentante la città di Hamilton nelle Bermuda.

Con un valore di 137,6 risulta quindi più cara di New York di circa un terzo, esattamente lo stesso divario, ma a senso invertito, che separa la prima delle altre nazioni presenti nell’analisi, ossia il Canada che presenta un valore medio per le città censite pari a 66,3.

Con l’eccezione di Porto Rico e Jamaica, tutti gli altri paesi figurano nettamente al di sotto della quota 60 a partire da Trinidad e Tobago (59,6) fino al Venezuela (27,8) che chiude la graduatoria del Cost of Living Index.

Tra tutti gli indici contemplati nell’analisi, quello relativo all’alloggio (Rent Index) – pur considerando sempre il caso di Hamilton nelle Bermuda come una specie di outlier – è l’unico per cui il divario con New York assume proporzioni davvero enormi.

In questo scenario risulta infatti che Panama, seconda nazione staccatissima dalle Bermuda (103), con un valore pari a 30, traducibile quindi come un 70% in meno rispetto al valore di riferimento newyorkese, figura come secondo valore medio assoluto di tutta l’America non statunitense, seguita poi da Canada (28,9) e Porto Rico (24,4), vale a dire gli unici paesi con valori superiori alla soglia 20.

L’articolo Dove andare negli Stati Uniti? Le città dove si vive meglio e quelle dove costa tutto di più sembra essere il primo su Info Data.

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