Istat ha reso disponibili i dati sulla demografia d’impresa aggiornati al 2015. Andiamo con ordine.  Due anni fa le imprese nate sono 279.132 – quasi 5mila in più rispetto al 2014 – con un tasso di natalità del 7,3%, in progressivo aumento dal 2010 (+0,2 punti percentuali rispetto all’anno precedente). Ed una buona notizia perché è indice di dinamismo. Anche la mortalità d’impresa tuttavia è aumentata nel 2015. Si stima infatti che le imprese cessate siano 339.955, con un tasso di mortalità pari all’8,9% (+0,2 punti percentuali rispetto al 2014).
Per il sesto anno consecutivo i processi di natalità e mortalità delle imprese hanno determinato un tasso netto di turnover negativo (-1,6%), pari a quello registrato nel 2014.

 

Nell’Info Data ci siamo occupati di mettere in ordine i dati sugli anni di sopravvivenza a cinque anni dalla nascita. Selezionando alla voce settore è possibile leggere la percentuale di aziende che sono state chiuse e sono rimaste aperte dal 2010 al 2015

 

Cosa ci dicono i dati. In termini generali, quindi tenendo conto dei settori, l’80% delle aziende nate nel 2010 sopravvivono nell’anno successivo. Questa percentuale diminuisce arrivando al 58% nel 2013 e al 44% nel 2015. Quindi a cinque anni dalla nascita meno di una azienda su due è destinata a morire. Le percentuali migliorano (leggermente) negli anni successivi. Dopo la ripresa del 2014, scrive Istat, la capacità di sopravvivenza delle nuove imprese cresce anche nel 2015: fra le nate nel 2014, alla fine del 2015 l’80% è ancora in attività (+3,2 punti percentuali sul 2014). L’aumento della sopravvivenza riguarda tutti i macro-settori ma è superiore alla media nazionale solo negli Altri servizi (+3,7%).

Entrando più nel merito dei settori,  nell’industria un imprenditore ha l’88% delle possibilità di sopravvivere a un anno della nascita. La percentuale cala fino a raggiungere il 51,7% a cinque anni. Quindi una su due è destinata a morire.  Ma la percentuale migliore. Un imprenditore nelle costruzioni nel 2010 aveva solo il 37% delle possibilità di raggiungere il quinto anno di vita. Il 45% nel commercio e il 44% nei servizi. Tuttavia, per tutti i settori si segnalano miglioramenti, nel senso che chi è entrato nel mercato nel 2011 ha percentuali di vita (leggermente) superiori.

Ragionando in termini di occupazione  a cinque anni dalla nascita, le imprese nate nel 2010 occupano circa 317 mila addetti, contro i 374 mila che avevano nell’anno di nascita. Ciò ha determinato un calo di occupazione del 15,3%. Solo nell’industria in senso stretto la nuova occupazione attivata dalle imprese sopravviventi al 2015 riesce a superare la perdita di addetti delle imprese in uscita (+15,5% rispetto al 2010). Tutti gli altri macro-settori registrano un calo occupazionale che va dal 12,2% del Commercio, al 15,9% degli Altri servizi fino a oltre il 37% delle Costruzioni.

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