Il punto più controverso è l’onere della prova della distorsione di mercato, la quale giustificherebbe l’applicazione di misure straordinarie come i dazi. Il Parlamento sostiene la posizione delle imprese dei Paesi a trazione manifatturiera (l’Italia è tra i più determinati su questa linea) secondo le quali l’onere non può ricadere sull’importatore europeo ma deve restare in capo ai produttori ed esportatori dei Paesi terzi. «Su questo punto non ci siamo ancora – dice Cicu – i risultati non sono soddisfacenti. Ma continuiamo a lavorare: non c’è nessun intento protezionistico, dobbiamo però consegnare all’industria uno strumento efficace di difesa dalla concorrenza sleale». Un nuovo «trilogo» potrebbe esserci entro il mese per riprovare a trovare finalmente un compromesso.

Articolo sul Sole 24 Ore del 13 settembre 2017

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