Crolli e rimbalzi istantanei dei prezzi. Flash crash che sembrano scomparsi ma, in realtà, sono ancora ben presenti nelle Borse. Certo, non si vedono più, anche grazie alla stretta dei regolatori, tonfi monstre come quello del 5 maggio 2010 a Wall Street. Ma i terremoti flash continuano a colpire: dalla sterlina (19 maggio del 2017) ai titoli di Amazon (mini flash crash del 9 giugno scorso) fino al future sull’argento (7 luglio 2017). Un susseguirsi di “scrolloni”

Articolo sul Sole 24 Ore del 12 ottobre 2017

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