Apple stasera  presenterà a San Francisco la nuova versione di iPhone. Sarà con ogni probabilità chiamato iPhone 7, arriva nove anni dopo il lancio nel 2007 per un totale di 13 modelli presenti sul mercato. Non si può giocare con la crisi del settimo anno ma certo questo iPhone “cade” in un momento delicato della storia di Apple. A inizio 2016 la casa di Cupertino smette di essere la società più capitalizzata cedendo lo scettro a Google. Chiude il terzo trimestre dell’anno con profitti per 7,8 miliardi di dollari ma con qualche segno meno di troppo. Certo, allora il confronto era con il trimestre più ricco di sempre (quello del 2015). Ma a preoccupare sono gli iPhone venduti che sono passati dai 51,2 ai 40,4 milioni  (-11% in volume e -13% in valore). In Cina poi che rappresenta il secondo mercato per l’azienda di Tim Cook, le vendite sono scese del 23% e del 33%. A fine agosto è poi arrivata la richiesta da parte della Commissione europea di pagare 13 miliardi di euro per vantaggi fiscali illegali in Irlanda. Per quanto discutibile la stangata di Bruxelles ha causato un danno di immagini di non poco conto creando un clima a cui i manager di Cupertino non erano abituati.

Quanto ha investito Apple in Europa? L’anno scorso ha annunciato investimenti per 1,7 miliardi in due nuovi grandi e ultra-sofisticati centri dati europei che “girano” con energia rinnovabile. Situati in Irlanda e Danimarca sono stati concepiti per gestire i crescenti servizi online del gruppo – quali iTunes e App Store fino a Siri – e dovrebbero aprire i battenti dal 2017.  In un solo anno, nel 2014, l’azienda ha inoltre speso in Europa 7,8 miliardi di euro in contratti di fornitura, di sviluppo e sostegno delle sue operazioni non solo dirette all’Unione Europea ma a livello globale.
Quanto all’occupazione  in Europa i lavoratori diretti del gruppo sono 22mila, considerando anche gli indiretti si arriva a 672mila. Soltanto in Irlanda, in particolare, ha oltre cinquemila dipendenti, che ne fanno uno dei maggiori datori di lavoro del Paese. Con altri mille pianificati per una sede centrale nella città di Cork. E ulteriori 200 che dovrebbero derivare dal battesimo del nuovo centro dati atteso per l’anno prossimo.
Ecco come varia in percentuale la dipendenza di Apple dal fatturato legato alle vendite di iPhone. Per ulteriori dettagli http://www.infodata.ilsole24ore.com/2015/07/22/trimestrale-da-record-per-apple-ma-i-mercati-non-apprezzano-la-dipendenza-da-iphone/
Secondo Statista ( www.statista.com)  Apple attualmente detiene più di 200 miliardi di $ di profitti esteri al di fuori degli Stati Uniti. Portare quei soldi di nuovo negli Stati Uniti avrebbe richiesto loro di pagare l' aliquota dell'imposta sulle società del 35% più imposte statali  che ammonterebbero a più di $ 80 miliardi.

Anche la stampa Usa e gli analisti finanziari sembrano aver percepito il momento delicato e appaiono meno “caldi” del solito.  Il colosso tecnologico ha abituato gli investitori a notevoli innovazioni di prodotto ogni due anni, ma il rischio è che l’ultimo nato non sia all’altezza delle aspettative. Il titolo, già in calo di quasi il 5% nell’ultimo anno, contro il +10,2% dello S&P 500 nello stesso periodo, potrebbe risentirne ancora, nonostante il recupero del 2016.

Gli analisti, scrive Radiocor, temono cambiamenti marginali o controversi come un iPhone a schermo intero e senza la presa per gli auricolari o le cuffie. I fan chiedono un prodotto nuovo in grado di suscitare emozione come ai tempi d’oro. Va detto però che è diventato sempre più difficile stupire con un device come lo smartphone maturo a avanzato tecnologicamente. Vanno riconosciuti  i passi in avanti in primis di Samsung che ha tecnologicamente azzerato le distanza ma anche della concorrenza coreana e cinese di Lg e Huawei. E va sottolineato che allo stato attuale iPhone resta un prodotto che come offre una esperienza d’uso e un ecosistema di applicazioni superiore. Tuttavia, quello che stasera Wall Street potrebbe non perdonare a Apple è di non aver ancora trovato un’alternativa al traino dell’iPhone, che rappresenta, ricordiamocelo, ad oggi due terzi delle sue vendite globali. Il sette però è un numero speciale. E potrebbe esserlo in tutti i sensi.

 

L’articolo Apple, il nuovo iPhone, il pessimismo degli analisti e il numero sette sembra essere il primo su Info Data.

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