Per capire quanto profondi sono stati i danni al territorio e alle sue infrastrutture, dopo l’alluvione degli scorsi giorni in Sicilia, una prima stima può partire delle rilevazioni satellitari compiute da Copernicus – un programma europeo di monitoraggio delle emergenze ambientali.

 

Usando le informazioni messe a disposizione sul sito del progetto è possibile costruire una serie di mappe che documentano l’estensione dei danni: le presentiamo qui di seguito, ordinate dalle città che ne hanno subiti di più a quelle appena sfiorate dall’alluvione.

 

 

 

 

 

 

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L’area con la maggior quantità di territorio colpito dall’alluvione è quella di Cianciana, in provincia di Agrigento. La superficie interessata – più 200 ettari – era composta soprattutto di arbusti e vegetazione selvatica, ma interessate risultano anche diverse aree coltivate o coltivabili.

 

 

Oltre a terreni, vegetazione e foresta, l’alluvione ha coinvolto anche le infrastrutture della regione. Qui la località più colpita è stata Porto Palo, ancora in provincia di Agrigento, per quanto a farne le spese siano state soprattutto strade sterrate oppure locali. Tra esse, tuttavia, le analisi di Copernicus indicano anche il coinvolgimento di un aeroporto e di una superstrada locali.

 

 

 

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