Più cellulari che conti in banca: il sorpasso avverrà nel 2021. Lo stesso anno in cui saranno più le persone a possedere un telefono mobile di quelle che avranno accesso all’acqua corrente. Questa la previsione contenuta nell’edizione 2017 del “Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast Update, 2016-2021”.

Da qui a 4 anni saranno 5,5 miliardi nel mondo le persone che gireranno con un telefonino in tasca. “Solo” 5,4 quelle cui sarà intestato un conto in banca, 5,3 quelle che potranno aprire un rubinetto per lavarsi la faccia appena svegli. Numeri che danno conto del costante incremento della diffusione degli apparecchi mobile: erano 4 miliardi e 864 milioni lo scorso anno, arriveranno a 5 miliardi e 547 milioni entro la fine del 2021. Questa la crescita prevista da Cisco in alcuni Paesi del mondo:

 

Nella parte alta dell’infografica è rappresentato l’andamento a livello continentale. Nella seconda, invece, è possibile studiare il dettaglio nei singoli Paesi utilizzando i filtri. Ad un livello generale, non stupisce che la quota maggiore di dispositivi mobile continuerà a trovarsi in Asia e Australia, visto che è qui che risiede la maggior parte della popolazione mondiale. L’aumento interesserà in generale tutto il mondo, con l’Italia che passerà dai 52,7 milioni di cellulari dello scorso anno ai 53,1 milioni previsti per il 2021. Quando a possederne almeno uno sarà l’89% della popolazione italiana.

Un incremento del numero dei device che porterà con sé un aumento esponenziale del traffico su mobile. La previsione di Cisco è che tra quattro anni il volume di dati che viaggerà sulle reti mobili sarà pari a 7 volte quello attuale. Detto altrimenti, dai 7,2 miliardi di kilobyte del 2016 si arriverà ai poco meno di 49 miliardi del 2021.

 

In Italia Cisco prevede che si passi dai 104 milioni di kilobyte del 2016 ai 468 milioni del 2021, quando il traffico mobile in Italia rappresenterà il 15% dell’intero traffico Internet. Un così forte aumento dell’impiego dei dispositivi mobile non potrà che accompagnarsi anche ad un miglioramento delle prestazioni della rete. A livello globale, si andrà da una media di 6,8 Mbps nel 2016 a una di 20,3 Mbps nel 2021. Mentre per quanto riguarda l’Italia, se il dato di partenza è in linea con quello mondiale, per quello di arrivo il discorso è diverso: da qui a quattro anni si viaggerà a 18,7 Mbps, valore inferiore alla media globale.

 

 

Da notare come tra il 2017 ed il 2018 la velocità media delle connessioni mobile dell’Europa occidentale supererà quelle nordamericane. Ad aumentare il traffico mobile non sarà però soltanto il crescente numero di cellulari. I prossimi anni vedranno infatti un vero e proprio boom dell’Internet of things, ovvero degli oggetti connessi alla Rete. Lo scorso anno ne esistevano 779 milioni, nel 2021 si arriverà a superare i 3,3 miliardi. Negli stessi anni, in Italia si passerà da 23 ad 85 milioni.

 

 

Altro elemento di traffico, i device indossabili. Anche per questo tipo di apparecchi il “Cisco Visual Networking Index Global Mobile Data Traffic Forecast Update, 2016-2021” prevede un incremento. Che a livello globale li vedrà crescere da 325 a 928 milioni, mentre in Italia si passerà da poco meno di 6 milioni a più di 21.

Non dovranno però essere solamente le sim a farsi carico di tutto questo traffico. Sempre più frequente, infatti, è il fenomeno del cosiddetto offload. Ovvero il passaggio dalla connessione dati propria del device a quella generata da un hotspot wifi. Già lo scorso anno il 60% del traffico totale è stato dirottato in questa maniera, quota che nel 2021 salirà al 63%. Un incremento non molto alto a livello percentuale, molto più grande in numeri assoluti se si pensa all’aumento di traffico previsto per i prossimi anni. A favorire l’offload, anche l’incremento dei punti wifi:

 

 

A livello mondiale si passerà da 94 a 541 milioni di hotspot wifi attivi, sia pubblici che all’interno delle abitazioni. L’Italia vedrà un incremento impressionante di questo tipo di connessioni che, tra il 2017 ed il 2018, cresceranno di 10 volte tanto, per raddoppiare poi ancora entro il 2021, quando i punti wifi attivi nel Paese supereranno quota 10,6 milioni.

Articolo pubblicato in febbraio 2017

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