Quali dati sareste disposti a cedere per avere una città più efficiente, meno inquinata, più sicura pagando meno tasse? La domanda è tutt’altro che peregrina. E verrà posta nei prossimi anni agli acquirenti degli appartamenti di Milano4You, la smart city che sorgerà nel 2020 su un’area di 300mila metri quadrati tra Segrate, Pioltello e Vimodrone.

La premessa del progetto è che Milano4You sia “la prima città nativa digitale” spiega Michele Vianello,  esperto di smart city e consulente di Red srl, società incaricata della costruzione del progetto. Il che significa che – grazie alle infrastrutture digitali di Samsung e Ibm – tutti gli ambienti saranno resi smart attraverso sensori, ovunque ci sarà il wifi e le persone avranno in casa la fibra da almeno un giga. “Tutto questo genererà un’enorme quantità di dati che possono essere raccolti, conservati e raffinati” aggiunge Vianello. Per farne cosa? Il primo impiego è predittivo. I dati sul consumo energetico e della manutenzione degli edifici consentiranno al gestore di prolungare il tempo di vita degli edifici, degli impianti e di ottimizzare le risorse. Insomma l’efficienza permetterà al gestore di Milano4You di abbattere le spese a cominciare da quelle condominiali. Il secondo impiego è di carattere sociale: la sensoristica ai semafori, sugli edifici e sulle auto a guida autonoma potrebbe dare indicazioni interessanti sui livelli di qualità dell’aria e di sostenibilità ambientale. “Basterebbe incrociare questi dati georeferenziati con le patologie dei residenti per fornire al gestore di Milano4You informazioni per politiche di prevenzione” aggiunge Vianello. Analogamente si potrebbero individuare vulnerabilità nella sicurezza e studiare soluzioni ad hoc.

La maggiore efficienza delle risorse e l’uso dei dati per nuove iniziative consentiranno dunque agli abitanti di “acquistare non un appartemento ma un modo di abitare”. Che potrebbe includere tutta una servizi da quelli ordinari – come la cura del verde e la lavanderia – a quelli di welfare urbano dalla prevenzione di patologie o del crimine, al lancio di iniziative come il car sharing.

I dati relativi alle public utilities verranno raccolti automaticamente. Più complessa la gestione dei dati personali. “Ovviamente non saranno raccolti dati sensibili, come i dati sanitari o i dati strettamente personali – precisa Vianello – Allo stesso tempo potrebbe essere interessante raccogliere, in forma anonima, i dati di pubblico interesse. Su questo stiamo facendo molte riflessioni per garantire la trasparenza e la tutela della privacy, anche alla luce della nuova direttiva europea che entrerà in vigore l’anno prossimo”. Per ora, invece, è esclusa l’ipotesi di vendere i dati a terzi.

A Milano4You sono previsti circa 800 abitazioni, 5.500 metri quadrati per  esercizi commerciali, 4mila metri quadrati per uffici, un complesso di senior apartments, uno sporting center ed un centro culturale. Investimento complessivo del progetto è di circa 200 milioni di euro.