«Bombe a Natale, Lucky se l’è squagliata, il Leeds United e i Bay City Rollers, L’Esorcista e It Ain’t Half Hot Mum. Yorkshire, Natale 1974». Inizia così il Red Riding Quartet di David Peace, classe 1967, scrittore inglese famoso anche per la sua passione calcistica (alcuni ricorderanno il film tratto dal suo Il maledetto United, ndr).

Appena pubblicato in un unico volume dal Saggiatore, il Quartet racchiude dieci degli anni peggiori che la storia inglese ricordi: 1974, 1977, 1980, 1983 – divenuti nel frattempo anche serie tv, tre episodi disponibili in italiano su Netflix. I fumi delle ciminiere bruciano mentre un serial killer, lo Squartatore dello Yorkshire, uccide prostitute, bambini. Tratto da fatti realmente accaduti, Peace costruì l’architettura delle quattro storie nella logica della serie, molto prima che le serie tornassero in auge. Il primo libro del quartetto in effetti risale al 1999 eppure, profeticamente, Peace scardinava il tempo in un cortocircuito narrativo in grado di riportarci all’oggi, e al qui, tempo della fine del mercato, dell’Europa, dei rigurgiti nazionalisti, un neo-tempo in cui gli operai (protagonisti dell’altro suo capolavoro GB84) votano destra, il negazionismo climatico regna e la nuova social era domina il mercato e le nostre vite.

«Ho scritto bugie come se fossero vere e la verità come se fossero bugie, e ci ho sempre creduto.»

Abbiamo intervistato David Peace in occasione dell’uscita dell’opera omnia, un volume imponente, 1500 pagine in brossura cucita che raccontano, per chi di noi c’era ma anche per chi no, gli anni a cavallo tra la metà dei Settanta e la metà degli anni Ottanta. La signora Thatcher al governo, le bombe dell’Ira, i Sex Pistols, Anarchy in the Uk. Viene persino da scrivere come Peace, dopo aver letto Peace.

David Peace
David Peace

Quegli anni per l’autore, e per l’intera nazione, furono un incubo a occhi aperti, che all’autore diedero però l’idea cardine per i suoi romanzi (in un’intervista lo scrittore britannico disse che era tale l’incubo dello Squartatore che lui stesso da ragazzino, per un certo periodo, arrivò persino a sospettare che si trattasse di suo padre, ndr).

La fantasia prende in prestito dalla realtà nei libri di Peace, da quell’incontro – immaginare del resto deriva dall’etimo in mago me agere ovvero lascio agire il mago, il fantastico, che è in me – ha origine la fiction: «Al momento sto arrivando alla fine di un romanzo di dodici racconti basati sulla vita dello scrittore giapponese Ryunosuke Akutagawa», Peace vive a Tokyo da anni con la moglie da qui la sua passione per il Giappone: «Dopo aver finito questo lavoro, mi metterò a completare la Trilogia di Tokyo

Se un libro diventa film, nell’attraversamento mediatico le storie perdono e acquisiscono sempre qualcosa. Nel libro 1974, per esempio, l’indimenticabile giornalista Eddie Dunford è portato sullo schermo dal talentuoso Andrew Garfield: «Un libro e un film sono ciascuno forme molto uniche d’arte, qualsiasi adattamento verrà fatto di una storia avrà una sua identità differente – conferma Peace -. Guadagnando alcune cose, perdendone altre. Tuttavia, nel mio caso, credo che i tre film del Red Riding abbiano più guadagnato che perso, il film di 1974 è persino migliore di quanto fosse il libro originale, ho ritrovato una certa compassione per le vittime e coloro che si lasciano alle spalle, che invece mancavano nel mio libro». Anche perché il mood del libro di Peace scontava la volontà di scrivere un noir strangolato, afasico, scuro: «Sono stato fortunato che un grande sceneggiatore come Tony Grisoni abbia trasposto così le mie parole, e che così tante persone di talento abbiano lavorato ai film».

Se autore viene dall’etimo augeo ovvero accrescere, aumentare la realtà con il proprio punto di vista, c’è un compito a cui la letteratura dovrebbe adempiere oggi, nel narrare (aprire, schiudere il senso) la realtà: «Il ruolo della letteratura è illuminare la condizione umana e, così facendo, aiutarci a porre le domande sul modo in cui viviamo, così da migliorare la nostra condizione e quella del mondo.»

"Red Riding Quartet" di David Peace, Saggiatore, 45 euro
“Red Riding Quartet” di David Peace, Saggiatore, 45 euro

 

Spazio e Tempo. E, scomodando Roland Barthes, spazio bianco. Ovvero è tra una parola e l’altra che si trova il significato ulteriore, il nome nascosto da evocare, il mondo da schiudere al lettore, in poche parole il mondo segreto dietro il libro: «Esistono tre tempi e tre spazi: il tempo della nostra umanità, tempo e lo spazio dell’essere umano; il tempo messianico e lo spazio di Dio; e poi il terzo tempo, “lo spazio bianco” anche se direi che è in realtà uno “spazio grigio” inteso come luogo in cui la letteratura, ma tutta l’arte in generale, debbano cercare di esistere, trasportando il tempo e lo spazio umano più vicini al tempo e allo spazio messianico». Una sorta di catarsi, di elevazione per sottrazione, di riavvicinamento verso l’alto. E detto da un autore che scava nei recessi più reconditi dell’animo umano, pare quasi un’esortazione a migliorare. In tempi di luce declinante.