A metà maggio Apple Pay è sbarcato in Italia, aprendo nuovi scenari concorrenziali per il sistema dei pagamenti già da tempo in grande fermento. Ogni giorno porta annunci nuovi. Così Monese, la app che permette di aprire un conto in Gran Bretagna per operazioni crossborder in tutta Europa, ha aperto anche all’euro. A livello europeo la Bce è pronta a lanciare il servizio Tips per trasferimenti di denaro in tempo reale, con un accesso senza soluzione di continuità – 24/7/365 –, che rappresenta la risposta del mondo bancario nell’instant payment. Negli stessi giorni la startup italiana Satispay è sbarcata in forze nella grande distribuzione con l’accordo per entrare nepunti vendita Esselunga. Telepass ha lanciato Telepass Pay con una app che permetterà di pagare anche benzina, tasse automobilistiche e taxi. Il caro vecchio bancomat ha festeggiato 50 anni di distribuzione di monete di carta preparandosi a dialogare con lo smartphone via Nfc per prepararsi al nuovo mondo senza carte.
Sono solo alcuni degli annunci più recenti che confermano che i pagamenti sono oggetto di una scossa di innovazioni sotto la spinta di una mutazione dei comportamenti che puntano verso il digitale e lo spostamento sul mobile. Anche in Italia i nuovi sistemi fanno breccia, anche se il contante continua a farla da padrone (77% dei pagamenti nel 2014, 69% nel 2020 secondo le stime Deloitte), i pagamenti digitali sono cresciuti del 9% a 190 miliardi di euro, secondo i dati dell’Osservatorio Mobile Payment del Politecnico di Milano. Tra questi i pagamenti innovativi superano i 30 miliardi trainati dal contactless (+700% a 7 miliardi, nel 2019 arriveranno a 50-70 miliardi) e mobile (+63%). «Il mondo dei consumi è ancora molto proiettato sul mondo fisico e i pagamenti diventano il primo tassello per conquistare il consumatore a 360 gradi», afferma Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio.
Quello dei pagamenti è un mondo diviso in due: quelli supportati dalle carte di credito e quelli basati su conti correnti bancari. Per le banche europee valgono un fatturato attorno a 130 miliardi di euro e, secondo Deloitte, le banche rischiano di perdere quasi un terzo dei ricavi, tanto più che la direttiva europea Psd2 le costringerà ad aprire le informazioni connesse ai conti correnti per terze parti che potranno sviluppare servizi accessori. «La pressione concorrenziale e regolamentare ha ridotto le fee a livelli bassissimi – afferma Carlo Gualandri, Ceo di Soldo -: se il valore di ogni singola transazione è ridotta ai minimi termini, a fare la differenza è il volume. In questo i circuiti di carte di credito hanno un vantaggio enorme, mentre per le banche la prestazione di base del pagamenti sta diventando un costo».
Allora perché i sistemi di pagamento valgono ben il 40% dei 36 miliardi di dollari degli investimenti in fintech? In primo luogo (si veda anche l’articolo sotto, ndr) a rappresentare un valore sono i dati collegati alle transazioni. «Ogni singola operazione sottende un significato che non viene catturato dal sistema: chi fa il pagamento e chi lo riceve, per quale motivo, a quali condizioni…», prosegue Gualandri. La sua Soldo usa i diversi canali per gestire gli obiettivi di business delle aziende o le necessità del consumatore.
È indubbio che il pagamento è centrale nel sistema finanziario. «Le banche stanno acquisendo consapevolezza della necessità di adeguarsi al cambiamento in atto: per le banche universali domestiche, focalizzate sui mercati nazionali, il pagamento diventa un’occasione per costruire una relazione, per esempio per una generazione di giovani poco familiare con la banca, ma con esigenze di scambio di denaro. La Psd2 mette a rischio proprio le banche che si limitano a rimanere operatori transazionali, perdendo il valore e l’opportunità di costruire relazioni», spiega David Mogini, partner Deloitte per le attività di Instant payment. Ma anche gli esercenti scoprono che quella relazione può trasformarsi in un canale promozionale. Uno degli elementi decisivi sarà la user experience: «Il pagamento – prosegue Mogini – deve essere semplice e il più possibile non visibile».
Le opportunità non si fermano qui: «Le banche devono comprendere che il loro ruolo cambia, trasformandosi in piattaforme di offerta di servizi, soprattutto di terzi, che possono portare nuove fonti di ricavo, occasioni di upselling sui clienti esistenti e di acquisizione di nuovi. Il pagamento sarà sempre più gestito da società terze e diventerà un vero e proprio canale relazionale al servizio degli esercenti per attivare campagne di marketing e loyalty e aumentare le vendite», sostiene Alberto Dalmasso, Ceo di Satispay. In una logica di open banking, startup e terze parti potranno portare nuovi servizi a valore aggiunto. «I fattori decisivi nella selezione dei sistemi sono rappresentati dall’accettazione capillare sul territorio da parte degli esercenti, dal vantaggio per i consumatori in termini di offerte, cash back e loyalty e dai servizi accessori, che vanno dalle proposte di finanziamento al consumo per il privato alla semplificazione amministrativa per le aziende», aggiunge Dalmasso. Non a caso Satispay, forte della conoscenza della storia di pagatore dell’utente, inizia a proporre finanziamenti in tempo reale in fase di acquisto. Un po’ quello che fa Amazon Lending, a livello business, offrendo finanziamenti ai merchant presenti sulla sua piattaforma.
I sistemi di pagamento più innovativi sono quelli che disintermediano le strutture sottostanti, banche o carte di credito, utilizzando il sistema del peer-to-peer che garantisce maggiore flessibilità e minori costi. L’anno scorso i pagamenti da persona a persona sono stati pari a 147 miliardi di dollari a livello globale, in crescita del 47%. Anche i grandi player globali puntano in questa direzione. Whatsapp sta sperimentando in India lo scambio di denaro in chat. «Non necessariamente i sistemi che si affermeranno saranno gli stessi in tutto il mondo», chiosa Portale. Non è escluso che la selezione che seguirà la fase magmatica in corso faccia convivere diversi sistemi, tra cui poter scegliere. Lasciando a casa il portafoglio.