Le macchine che pensano pensano come macchine. Questo può deludere coloro che sperano in una rivolta dei robot. Ma è rassicurante per la gran parte di noi. Le nostre macchine pensanti non sono sul punto di superarci dal punto di vista intellettivo, meno che mai di trasformarci nei loro schiavi o nei loro animali di compagnia. Continueranno a fare quello che gli è stato richiesto dai loro programmatori umani.

La gran parte del potere dell’intelligenza artificiale deriva dalla loro stupidità. Immuni dalle bizzarrie e dagli errori in cui incorre il pensiero cosciente, i computer possono svolgere le loro operazioni senza distrazioni o fatica, dubbi o emozioni. La freddezza del loro pensiero è complementare al calore umano.

Le cose diventano delicate quando iniziamo a considerare i computer non come nostri aiutanti ma come sostituti. E’ quello che sta succedendo adesso, rapidamente. Grazie ai progressi nell’intelligenza artificiale, le macchine pensanti di oggi possono rilevare l’ambiente, imparare dall’esperienza e prendere decisioni in maniera autonoma, spesso con una velocità e una precisione che vanno al di là della nostra capacità anche solo di comprendere. Quando possono agire da soli in un mondo complesso, le macchine dimostrano di avere enormi poteri, ma anche sono causa di enormi rischi. Incapaci di interrogarsi sulle loro azioni o di valutarne le conseguenze, incapaci di comprendere il contesto in cui operano, possono provocare disastri, sia come conseguenza di errori di programmazione che per deliberata volontà dei loro programmatori.

Nicholas G. Carr è scrittore di libri su tecnologia e business

Vai agli interventi su Edge