La digitalizzazione pervade la vita quotidiana, da casa al lavoro. E non solo per via dei computer e dei telefoni. Le automobili e le telecamere per il controllo degli accessi nelle case, le centrali di controllo domotiche e i chip per la localizzazione degli animali domestici, i robot in linea di montaggio e i sensori che leggono la loro efficienza, le piattaforme che governano la micrologistica cittadina e i satelliti che tengono monitorato il clima in ogni istante, le macchine per le analisi mediche e i mezzi di comunicazione… I chip e il software sono ovunque e sono connessi alla rete. Alimentano le opportunità e i rischi. Favoriscono lo sviluppo di servizi ai cittadini e suggeriscono nuovi modelli di business per le imprese, attraverso la gestione dei processi di approvvigionamento, produzione e vendita tramite le tecnologie di rete. Ma offrono il fianco a sempre nuove e pericolose azioni di cybercrime, in grado di violare il “sistema impresa” e minarne drasticamente la capacità competitiva.

Nòva 24, in collaborazione con il Cini e Assolombarda organizza nella mattinata di lunedì 2 ottobre 2017 la prima tappa del road show “Cyber Security. L’evoluzione della sicurezza nell’ecosistema 4.0″, un incontro rivolto ad aziende e professionisti che ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza sul tema della sicurezza informatica e sulle ricadute del fenomeno sul sistema imprenditoriale, attraverso un confronto tra università ed istituzioni, mondo delle aziende e associazioni di categoria.

“Il tema della Cyber Security è sempre più al centro del dibattito internazionale – spiega Alvise Biffi, coordinatore dell’Advisory Board Cyber Security di Assolombarda e vicepresidente della Piccola Industria di Assolombarda, che interverrà al convegno. “Un pilastro fondamentale per la trasformazione legata a industria 4.0, di cui proprio in questi giorni sono stati presentati i primi risultati. L’evoluzione digitale che le imprese stanno affrontando ci ricorda – spiega Biffi – che occorre lavorare per diffondere tra le imprese una maggiore cultura della sicurezza informatica. In proposito Assolombarda, con l’intento di aiutare le aziende a identificare il rischio cyber, ha recentemente lanciato il toolkit ‘Cyber Security Check’, costituito l’Advisory Board Cyber Security e sta lavorando alla realizzazione di un help desk sulla sicurezza informatica”.

I temi del confronto

Molti gli interventi che caratterizzeranno la mattina dei lavori moderati da Luca De Biase, responsabile di Nòva 24, il settimanale del Sole 24 Ore dedicato all’innovazione. Lo scenario verrà presentato da Pierangela Samarati del Dipartimento di Informatica dell’Università degli Studi di Milano, mentre l’intervento di Ernesto Damiani di Etisalat British Telecom Innovation Center (Ebtic) di Abu Dhabi si focalizzerà sui temi di assurance, monitoraggio e certificazioni di sicurezza legati ai sistemi di produzione.

All’interno di questo scenario un posto di rilevanza sempre più fondamentale è occupato dal cloud computing, vero e proprio abilitatore di servizi di ICT Security e Data protection. Ne è convinto Andrea Costa, responsabile Infrastructure Solutions – Business & Top clients di Tim, per il quale “la sempre maggiore diffusione di attacchi informatici che hanno l’obiettivo di interrompere il business e compromettere l’accesso e l’utilizzabilità dei dati aziendali rende necessaria una strategia basata sulla mitigazione preventiva dei rischi e sulla capacità di reazione agli attacchi. Tim, tra le aziende leader nella gestione della sicurezza Ict mette a disposizione il know how acquisito sia in grandi progetti sia affiancando aziende medie e piccole, quale partner di riferimento per affrontare la sfida della digitalizzazione”.

Altro focus altrettanto importante della mattinata sarà legato allo “sfruttamento” dell’intelligenza aumentata per migliorare la cyber security, a cura di Francesco Teodonno, Security leader Ibm Italia: “Nella lotta contro il cybercrime gli analisti di sicurezza devono agire in modo sempre più rapido e preciso. Per le imprese diventa quindi fondamentale avvalersi di tecnologie, soluzioni e competenze d’avanguardia” afferma Teodonno, che spiega come Ibm “con la tecnologia Watson for Cyber Security ha introdotto funzionalità cognitive che permettono di analizzare report di ricerca, testi web e altri dati non strutturati rilevanti e in precedenza inaccessibili anche ai più moderni strumenti per la sicurezza. Grazie a questa tecnologia di intelligenza aumentata, gli esperti di cybersecurity hanno oggi la possibilità di potenziare l’efficacia dei loro interventi, rendendo più rapida l’individuazione di connessioni tra dati, minacce emergenti e strategie correttive”.

Quando si parla di Industria 4.0 ormai non si può ignorare il tema della sicurezza dei dati delle imprese in rete: lo studio del Dipartimento di Elettronica, informazione e bioingegneria del Politecnico di Milan, presentato da Stefano Zanero potrà dare ottimi spunti di riflessione a imprese e imprenditori alle prese con questo delicato tema.

L’oculata gestione degli attacchi informatici, ovvero il “cyber risk management”, è ormai un driver imprescindibile per lo sviluppo “sano” di un’azienda. Su questo punto, che verrà trattato approfonditamente da Roberto Baldoni, del Centro di ricerca di Cyber Intelligence e Information Security dell’Università di Roma La Sapienza, nonché direttore del Laboratorio nazionale di cybersecurity del Cini, il quale lancia un vero e proprio appello al cittadino, primo vero difensore di se stesso e dei suoi dati nel cyber-spazio: “Le ultime settimane hanno mostrato quanto sia importante, per un Paese, strutturare le proprie difese informatiche partendo dai cittadini per poi arrivare alle grandi organizzazioni pubbliche e private. Capire che far parte del cyber-spazio comporta dei rischi, per sé e per gli altri, è una presa di coscienza fondamentale per implementare qualsiasi misura di sicurezza. Dobbiamo dunque essere pronti – avverte Baldoni – a monitorare come cittadini, imprese, e come pubblica amministrazione, il nostro mondo digitale. Tenere sotto controllo i nostri dispositivi, aggiornare i software, conoscere le nostre eventuali vulnerabilità in un processo senza fine di gestione del rischio informatico.”

Due infine le case history studiate all’interno della mattinata: Fluid-o-tech, realtà che produce dal 1948 lavorazioni meccaniche di precisione, con l’intervento studio a cura dell’Ict manager Ivan Basso; e Mediaset, che attraverso il responsabile Architetture e sicurezza del gruppo, Filippo Todaro, racconterà al pubblico il modus operandi della grande company italiana leader nel mondo dei media e della comunicazione.