Il World Wide Web è nato grazie a un promemoria visionario inviato da Tim Berners-Lee.Il suo titolo era innocente: “Gestione delle informazioni: una proposta” ed è stato scritto nel 1989, quasi 30 anni fa. Basta questo per chiedersi che ruolo avrà il digitale nei prossimi 30 anni nella nostra vita con lo sviluppo di quella che chiamiano Next generation internet. Oggi, diamo la maggior parte delle applicazioni di Internet per scontata, ma basta ripensare a cos’era la rete negli anni ’90… modem analogici lentissimi che emettevano suoni sconcertanti, pochi siti web e scarsi contenuti.

Da allora, il cambiamento tecnologico è stato costante, sorprendente e graduale. Oggi è possibile accedere a Internet a velocità incredibili da quasi ovunque nel mondo, puoi avere la rete in tasca o tenerla in mano. Con Internet, oggi è giunto il momento di riflettere su dove vogliamo che vada l’Europa del futuro. Siamo di fronte a due possibili percorsi.

Una strada è quella che vede l’Europa rimanere un semplice consumatore di tecnologia, servizi e applicazioni internet, per essere forse dominata progressivamente da altri paesi o da società. Un’altra possibilità è immaginare un’Europa proattiva, in grado di sviluppare tecnologie internet che servano gli interessi e i valori dei suoi cittadini dando loro più controllo sul mondo digitale nel quale vivono.

Penso che quest’ultima sia la scelta che tutti noi preferiamo. Il nostro progetto di mercato unico digitale fa già molto per promuovere nuove iniziative e incoraggiare l’innovazione. Ma c’è molto di più che possiamo fare, per esempio rafforzare questo impegno con più finanziamenti per la ricerca tecnologica. Stiamo esaminando questo aspetto, per posizionare lo sviluppo delle nuove tecnologie della rete come una priorità fondamentale nel prossimo periodo di finanziamento di sette anni della Ue.

Le prossime generazioni di innovatori tecnologici rappresentano, infatti, il futuro digitale dell’Europa e credo fermamente nell’investire in startup e ricerca hi-tech, sia politicamente che finanziariamente per costruire una nuova classe di innovatori della rete, per aiutarli a crescere e competere a livello globale.

Il mercato unico digitale europeo pone un accento molto forte sui dati in tutti i loro aspetti. Ciò è vitale, dato quanto già dipendiamo dai dati e ne dipenderemo sempre più dal futuro. Riconosce inoltre l’importanza della sicurezza informatica e della privacy online, standard tecnici comuni e interoperabilità, in particolare in settori come l’Internet delle cose e affronta le tecnologie di crescita emergenti che definiranno il nostro futuro digitale – come l’elevata performance e il calcolo quantistico, i grandi dati e i servizi cloud.

Ma dobbiamo guardare ancor più avanti rispetto a tutto questo. Nessuno sa veramente come l’internet sarà nel 2050, anche se possiamo vedere alcune tendenze che promettono di trasformare il panorama globale. I dati dovranno essere immediatamente disponibili ogni volta e ovunque qualcuno ne abbia bisogno. Grandi dati e metadati toccheranno quasi ogni aspetto della nostra vita. I flussi di dati avranno un’importanza crescente e i volumi globali, già enormi, sono destinati ad aumentare ulteriormente, sia dal settore pubblico che da quello privato.

Viviamo già nell’era del zettabyte – il trilione di gigabyte – ma alcune previsioni stimano che la datafera globale crescerà ancora di dieci volte rispetto ai livelli attuali entro il 2025, fino a raggiungere i 163 zettabytes.

Ma cosa succederà da qui al 2050? Dopo la zettabyte c’è lo yottabyte e dobbiamo prepararci a questo diluvio di dati sul fronte dell’archiviazione, delle infrastrutture, della sicurezza, trasferibilità – per citarne solo alcune questioni da affrontare.

Nei prossimi 30 anni, se non prima, l’Internet delle cose dovrebbe essere una realtà diffusa. Le capacità analitiche e di elaborazione mettono già oggi le macchine in grado di apprendere in maniera intelligente e questo ci dice che la robotica e l’intelligenza artificiale saranno sempre più parte del nostro mondo. Si può immaginare che molti dei dispositivi oggi ubiquitari come desktop e laptop scompariranno dalle nostre case e dai nostri uffici per diventare servizi immediatamente disponibili. La maggior parte delle infrastrutture e delle reti di prossima generazione sarà infatti definita dal software, non dall’hardware e le tastiere lascerenno il posto a riconoscimento vocale o gesti se non ad altre interfacce completamente diverse. I sensori diventeranno più diffusi – nei nostri corpi, nelle case e nei veicoli. Le infrastrutture cloud domineranno, basandosi sull’accesso mobile ad alta velocità, nonché la sua comodità in on-the-go.

Quello che racconto è uno scenario, ovviamente, ma credo che sia uno scenario informato.

Nessuno può garantire nulla, sembra – nel 2017 – che questo sia il modo in cui le cose possono andare, ma in tutte queste aree, ci sono enormi opportunità per la ricerca e l’innovazione – e per l’Europa di essere all’avanguardia di questa ricerca. Perché, per esempio, non creare una singola identità digitale? Ogni cittadino avrebbe pieno controllo della sua identità digitale, usandola per collegarsi in modo sicuro a diverse tecnologie e piattaforme.

Ciò darebbe anche più fiducia alle persone, dato che sappiamo che hanno molte preoccupazioni diverse sull’era digitale:

– sull’effetto della digitalizzazione sulla società e sui posti di lavoro, sulla cybersecurity e la privacy;

– sul potere in linea concentrato nelle mani di alcune grandi aziende e piattaforme;

– sull’impatto dell’intelligenza artificiale.

La lista di preoccupazioni è lunga e alcune sono giustificate, altre forse meno ma la gran parte si riduce alla percezione di una perdita di controllo sulla propria vita. Certo, la società ha aspettative per il futuro – e i cittadini vogliono mantenere il controllo dell’ambiente online nel quale si muovono.

Quello che vogliamo fare ora è affrontare gli aspetti tecnici e di utilizzo più critici di Internet in modo che queste aspettative siano soddisfatte. Il mio piano è quello di discutere e analizzare nuove architetture di rete, infrastrutture definite dal software e nuovi concetti per servizi e applicazioni. Ciò include l’e-government e come le persone si connettono ai servizi pubblici, fornendo una piattaforma sicura e sicura per le nuove tecnologie. Cominceremo a riunire i migliori innovatori di oggi, tra cui startup e pmi – con aziende, con le comunità di ricerca accademiche e scientifiche, con i responsabili politici.

Quest’azione sulla Next Generation Internet, ha un obbiettivo che posso riassumere così:

  • mettere l’Europa al centro degli sviluppi della tecnologia Internet;
  • aiutare gli europei a spingere più avanti le frontiere della tecnologia;
  • mantenere la fiducia delle persone nell’ambiente online così come il loro impegno su Internet.