Il fumetto italiano si sta evolvendo. Sempre più crossover e urban fantasy, il ritorno del weird, dell’horror straniante, oltre i vampiri, lo spaghetti-western. Tutto per accaparrarsi il mercato dei più giovani, potrebbero sostenere alcuni. In realtà c’è molto altro, tanto che il prossimo Lucca Comics&Games 2018 avrà come tema proprio Made in Italy.

Se è vero che Andrea Pazienza è stato l’indimenticabile alieno, gli ultimi anni hanno sdoganato il fumetto dallo sgabuzzino dei nerd per consegnarci un mondo di eroi ammantati, dopo anni, dal più esotico ed efficace termine, graphic novel. Così, dopo Zerocalcare primo in classifica, i venti d’Oriente di Igort, le visionarie storie di Gipi, uno spettro si aggira per i banchi delle librerie, gli scaffali delle edicole, i magazzini delle case editrici. Una nuova tendenza del fumetto, i nin-new italian novelist.

Un gruppo di disegnatori, sceneggiatori, editor, figli degli anni Novanta che, coscienti della crisi delle narrazioni, hanno deciso di puntare sullo sconfinamento dei generi. Se la realtà è troppo chiusa, sembrano dire questi epigoni degli anni Ottanta, lupi mannari e spalline, dei fumi stranianti dell’Ottocento scenario pre-apocalittico tornato di moda, weird science e mesmerico netflixiano, l’unica cosa da fare è uscire dall’impasse del reale e approdare al bosco del fantastico.

V’è dunque un salto morfologico dietro questo cambio generazionale, che viene da lontano. Uno spazio escatologico che molto ha a che fare con l’evoluzione del modello narrativo italiano – stile e psicologia dei personaggi – versus il fumetto americano, costruito sui grandi scenari, o le iconiche bande dessinée franco-belga: Tintin, Lucky Luke, Asterix ma anche Blueberry e Moebius.

I nin prendono a prestito i what if, rielaborano l’eredità del western all’italiana puntando sulla rinnovata vague trash-chic dei b-movie nostrani; recuperano il cyber-fantascientifico, la letteratura dal giallo, l’hard boiled, il noir, perle di tradizione dell’editoria del Belpaese (mentre scriviamo, nella classifica dei libri tra i primi dieci titoli cinque sono gialli e uno è una graphic novel, ndr).

Il fumetto italiano è diventato – per alcuni, è tornato a essere – iper-realista, direbbe Ballard. Se i confini saltano, occorre crearne di nuovi. Quasi la sub-urbanizzazione del presente, la deriva smart delle cities, conglomerati urbani hyperconnessi e ipertrofici – secondo le stime dell’Onu entro il 2050 saranno 6,5 miliardi gli abitanti delle città – stiano impattando sui mondi immaginari dei nuovi narratori italiani che, trasfigurando la prosa, attaccano il quotidiano puntando sulla forma (forza) più dirompente della contemporaneità: imago, l’immagine.

Forma di neo-resistenza grafica, i fumetti nin incarnano una tendenza più ampia, frontiera di una nuova ribellione planetaria che si oppone alla bolla ad alta definizione, e noi chini sui cristalli liquidi di un presente senza spazio né tempo, prosumer immemori di un orizzonte liquido amniotico, impossibilitati a fuoriuscire dal positivistico reale tecnologico.

È qui che si innesta la new wave dei nin, non solo letteratura di consumo ma vera e propria evasione dai confusi -ismi del presente prossimo futuro.

Ecco dunque una breve carrellata di questa nuova onda transgenerazionale, tra gli autori più interessanti che vedremo, alcuni già consacrati, al prossimo Lucca C&G, vero incubatore-osservatorio del panorama fumettistico (dal 31 ottobre al 4 novembre). L’architetto di formazione Manuele Fior, francese di adozione (L’ora dei miraggi, Oblomov ed., €22), anche autore del manifesto del Salone del Libro di Torino 2018. Il duo Rizzo-Bonaccorso, autori siciliani impegnati, con Salvezza (Feltrinelli Comics, €16), graphic journalism della loro esperienza a bordo di una nave Ong.

L’iperpremiata coppia nella vita e nel lavoro Turconi-Radice, matrice disneyana e grandi avventure, fra tutte Il Porto Proibito (Artist Edition, Bao Publishing, €27). La serie muta sulle vite animali Love (Edizioni BD, €14) di Federico Bertolucci, autore straniero con più menzioni all’Eisner Award, illustrata da F.Bremaud. Mentre l’Italia della provincia, e le partite a pallone nei cortili, oggi le racconta Davide Reviati (Morti di Sonno, Coconino Press, Fandando, €18,50). Poi, Tuono Pettinato con le sue dissacranti apocalissi (Non è mica la fine del mondo, con F.Riccioni, Rizzoli Lizard, €17).

Infine, la trilogia western futuribile Kids With Guns (Bao Publishing, €20) di Capitan Artiglio, giovane illustratore piemontese, con dinosauri al posto dei cavalli. E l’altro western, con cowboy animali antropomorfi, Djungle di T.Vitiello (Panini Comics, €14). Fino al pulp lovecraftiano Kraken di Pagani-Cannucciari (Tunué, €16,90).

Il made in Italy è davvero pronto per l’esportazione.