Social platforms e mobile apps diventano strumenti fondamentali per medici e ricercatori scientifici. Questo sarà uno dei prossimi trend, almeno fino al 2018. Secondo una ricerca condotta da Markets and Markets, una società che si occupa di ricerche di mercato con sede a Dallas, il global mobile healthcare market ha raggiunto i 6,6 milioni di dollari nel 2013, e toccherà i 20,7 milioni di dollari nel 2018. Preventive Medicine, rivista specializzata nel settore medico-scientifico, ha recentemente pubblicato un’analisi su come Twitter e i suoi “big data” possano essere usati da ricercatori per prevenire Hiv e problemi correlati alle dipendenze da droghe.
Lo studio è stato condotto dal professore Sean D. Young della David Geffen School of Medicine-Ucla e co-direttore del Center for Digital Behaviour. Questo centro interdisciplinare unisce accademici e aziende private con lo scopo di studiare come i social media e le tecnologie mobili possano diventare indispensabili mezzi utili a modificare alcuni comportamenti. Secondo la ricerca monitorizzando i tweets, o meglio identificando il luogo da dove questi messaggi vengono inviati, è possibile collegarli a una mappa che identifica la distribuzione geografica dove l’Hiv è diffusa.

Grazie a questi “data”, secondo il professore, esistono reali opportunità di prevenire il diffondersi di queste malattie e dipendenze. Il sonno sembra essere un’altra condizione che aiuta gli esperti del settore a condurre le loro ricerche. Samsung Austria in collaborazione con l’Universita di Vienna, ha recentemente lanciato sul mercato una nuova applicazione solo per Android, Power Sleep. L’applicazione utilizza la potenza di elaborazione dello smartphone per eseguire alcune ricerche scientifiche mentre l’utente dorme. Quando l’allarme dell’app é impostato e il telefono é sotto carica e collegato al Wi-Fi, Power Sleep elabora i dati e li invia a uno specifico database, Similarity Matrix of Protein (Simap): qui vengono decifrate sequenze di proteine utili per varie ricerche in campo medico-scientifico, fra cui genetica, biochimica, contro il cancro e l’Alzheimer. Tutto ciò é possibile perché l’app è connessa al Berkeley Open Infrastructure Network Computing (Boinc – esiste anche una filiale italiana), che oltre a connettere i computer di tutto il mondo con lo scopo, appunto, di elaborare dati scientifici, ora collega anche i mobile devices. Ed é questo lo stesso meccanismo utilizzato da Power To Give, un app lanciata recentemente da Htc mobile. I ricercatori scientifici solitamente hanno bisogno di molta “energia” da parte di computer e telefonini e questa app cerca di aiutare a compiere questa missione. Una volta che Power To give viene scaricata, si sceglie a quale progetto si vuole indirizzare l’”energia” del proprio smartphone e i vari data, dopo di che, si mette in carica il telefonino e lo si connette al wireless. A questo punto, il software raccoglie i data necessari e li invia a un server centrale, che ha il compito di elaborare le informazioni e inviarle al progetto scelto dall’utente: tale sistema permette di migliorare e approfondire analisi e studi su Aids, cancro e anche malattie infantili. Punta, invece, sulla collaborazione fra paziente e dottore l’app lanciata dall’America College of Cardiology e The American Heart Association. L’applicazione gratuita si chiama Ascvd Risk Estimator, disponibile per iPhone, Android e web (cardiosource.org), e permette di monitorare costantemente i rischi di infarto e problemi cardiovascolari dei pazienti in dieci anni. La app raccoglie informazioni relative al paziente fra cui età, sesso, razza, colesterolo, ipertensione, pressione sanguigna. I medici, analizzano questi dati, fanno una stima delle possibilità di rischio e poi comunicano ai loro pazienti le cure e le terapie da seguire. Si tratta di un processo in costante evoluzione e aggiornamento che viene strutturato creando sistemi su misura.

Efficaci esperimenti escono anche dai laboratori di ricercatori dell’University of California. Ultimeyes® (ultimeyesvision.com) è un programma e un’app per iPad (5.99 dollari) che ha l’obiettivo di correggere le imperfezioni visive. Si tratta di una sorta di allenamento della vista costruito su esercizi focalizzati: 30 minuti di training da seguire per 8 settimane. Il programma, costruito come un videogame è frutto di una collaborazione fra Vision Science e Entertainmente Software. Durante il mese e mezzo di sessioni i ricercatori sorvegliano continuamente le condizioni degli occhi. Statistiche dimostrano che la sensibilità visiva, cioè la capacità di cogliere le luce e l’ombra, per esempio, migliora.

Opternative.com, invece, è una online platform che permette di fare un esame della vista in 10 minuti a un costo di 35 dollari. La start up basata a Chicago è stata fondata da Dr. Steven Lee, laureato nello scuola di optometria nel 2007 e Aaron Dallek, un imprenditore. La app ha ricevuto 1milione di dollari in funding da Tribeca Venture Partners e Chicago Ventures e verrà lanciata questa estate.