Cosa vale un dieci per cento di un tutto? In termini puramente matematici forse si tratta di una percentuale poco significativa, ma proprio questa cifra potrebbe portare alla fine della vivibilità sulla terra. Il dieci per cento, infatti, è riferito all’incremento della luminosità del sole previsto tra circa un miliardo di anni. E questa percentuale, apparentemente minima, potrebbe diventare esiziale per gli esseri viventi sul nostro pianeta. Il motivo? La temperatura sulla superficie terrestre potrebbe arrivare a 300 gradi, divenendo incompatibile con la vita. A lanciarsi in una previsione rigidamente basata su leggi scientifiche e non sull’astrologia – come egli stesso tiene a precisare – è Paolo De Bernardis, professore di Astrofisica all’Università La Sapienza di Roma e protagonista di un intervento al Festival della Scienza di Genova, nell’ambito del quale è stato presentato il suo libro “Solo un miliardo di anni? Viaggio al centro dell’Universo” edito da Il Mulino.

“Oggi la scienza può dire che, se non interverranno problemi di tipo antropico (legati ad esempio all’inquinamento e all’acuirsi dell’effetto serra), il nostro pianeta resterà vivibile ancora per un bel pezzo – spiega De Bernardis -. Ma accadrà un giorno lontano che la Terra non consentirà più la vita. Il Sole sta aumentando da tempo la propria luminosità per il modo in cui si crea l’energia e se negli ultimi cinque miliardi di anni questa è cresciuta del 40 per cento, un altro 10 per cento di incremento è previsto nel prossimo miliardo di anni”. Sembra poco, ma in realtà è tantissimo, perché l’equilibrio tra energia in arrivo dal Sole alla Terra e capacità di eliminazione dal nostro pianeta appare estremamente delicato. “Con un 10 per cento di luminosità in più gli oceani evaporeranno più velocemente, con formazione di grandi quantità di gas serra nell’atmosfera che tenderà a limitare ulteriormente la dispersione del calore – riprende De Bernardis. Il risultato è che ci si può attendere una temperatura della superficie terrestre di circa 300 gradi, nell’ambito di un circolo vizioso che potrebbe portare alla completa evaporazione delle grandi masse d’acqua”.

Ovviamente, vista la distanza temporale di questa sorta di “momento finale” della Terra, stiamo parlando di aspetti più interessanti dal punto di vista culturale che meramente pratico. Ma è proprio l’astrofisica la splendida e affascinante scienza che De Bernardis racconta nel suo volume, per cercare di rispondere a una serie di domande che chi vive di ricerca si pone regolarmente. Quale sarà il destino a lungo termine del Sole e della Terra? Per quanto tempo ancora brilleranno i duecento miliardi di stelle della nostra galassia? Come interagiranno con le galassie vicine? L’Universo intero continuerà a espandersi, raffreddandosi fino alla morte termica nel buio più totale? La risposta a queste domande viene dall’astrofisica e dalla cosmologia moderne e parte dallo studio dei segnali che vengono dal passato, dalle stelle, da galassie lontanissime o dal fondo cosmico di microonde, che consente di ricavare le leggi fisiche che regolano l’evoluzione dell’Universo e dei suoi astri.

“Nel libro parliamo di un’evoluzione di miliardi di anni andando ben oltre la terra ma studiando le problematiche dell’universo per capire l’evoluzione delle galassie che sono costituite da 200 miliardi di stelle – conclude De Bernardis. Ad oggi non abbiamo ovviamente certezze su tematiche tanto complesse, ma sono certo che occorrano studi su componenti che dovremmo esaminare, oltre ad esempio alle radiazioni. L’importante è affrontare bene questa tematica: occorre spirito di scienza e capacità di studio. Solo con queste armi potremo parlare di previsioni affidabili per l’universo, che appare comunque destinato ad espandersi ancora in futuro”.

Sintesi finale: occorre capire la composizione dell’universo, cioè da quali particelle elementari e campi fondamentali è formato. Per poter formulare previsioni affidabili, oltre a censire a livello osservativo la composizione dell’Universo, occorre studiare ancora molto per riuscire a comprendere la natura fisica delle sue diverse componenti.