Dal laboratorio di Valter Longo, lo scienziato che lavora tra l’University of Southern California di Los Angeles, dove dirige l’Istituto di Longevità, e l’Ifom di Milano, emerge una nuova ricerca, appena pubblicata sulla prestigiosa testata scientifica Cell: come riprogrammare le cellule adulte a uno stato che si osserva solo negli stadi precoci dello sviluppo nei mammiferi e utilizzarle per invertire il diabete.

Secondo lo studio condotto da Valter Longo (autore del libro “La dieta della longevità” edito da Vallardi che da settembre 2016  ha già venduto 250.000 copie) la Dmd (la dieta che mima il digiuno) promuove la crescita di nuove cellule pancreatiche che producono insulina riducendo i sintomi del diabete di tipo 1 e tipo 2 nei topi.

Per decenni gli scienziati hanno ricercato metodi per riprogrammare le cellule adulte umane e gli organi in modo da poter attivare programmi coordinati simili a quelli embrionali in grado di sostituire le cellule danneggiate con altre nuove e funzionanti.

“Alternare ciclicamente una dieta che mima il digiuno con una normale ha essenzialmente riprogrammato le cellule che non producono insulina in cellule che producono insulina -, ha spiegato Longo  -Attivando la rigenerazione delle cellule pancreatiche, siamo stati in grado di migliorare lo stato di salute dei topi affetti da diabete di Tipo 1 e Tipo 2 in stadio avanzato e anche di riattivare la produzione di insulina nelle cellule pancreatiche umane da pazienti con diabete di tipo 1.”

Lo studio è l’ultimo di una serie di ricerche che dimostrano i promettenti vantaggi sulla salute della Dmd. La scorsa settimana, uno studio pubblicato dallo stesso gruppo in Science Translational Medicine ha dimostrato che questa particolare dita riduce il rischio di cancro, diabete, malattia cardiologica e altre malattie legate all’invecchiamento in un trial clinico effettuato su 100 pazienti che avevano seguito la Dmd per soli cinque giorni ogni  tre mesi. Studi precedenti sulla dieta hanno dimostrato di poter potenzialmente alleviare i sintomi della sclerosi multipla, aumentare l’efficienza della chemioterapia per i trattamenti di cancro.

“Uno dei nostri obiettivi per applicare questa scoperta alla ricerca sul cancro – conclude Longo –   è quello di capire se i cicli di Dmd sono in grado di eliminare le cellule danneggiate da chemioterapia o da nuove terapie oncologiche e stimolare la riprogrammazione per rigenerare i tessuti e gli organi danneggiati”.