Sars, Zika, Ebola. Sono esempi di epidemie contro cui gli operatori sanitari si sono trovati impotenti e impreparati. Un’iniziativa da miliardi di dollari lanciata il 18 gennaio al World economic forum di Davos si pone l’obiettivo di cambiare questa situazione sviluppando preventivamente vaccini per combattere le potenziali minacce epidemiche.

Battezzata Cepi (Coalition for Epidemic Preparedness Innovations) ha al momento raccolto 460 milioni di dollari, 100 milioni li hanno messi sia il Wellcome Trust sia la Fondazione Bill & Melinda Gates, la restante parte i governi della Norvegia, della Germania e del Giappone. La Coalizione spera di raggiungere un miliardo di dollari entro il 2022, con l’India e la Commissione europea che si sono già impegnati a offrire il loro contributo.

Cipe svilupperà piattaforme tecnologiche sperimentali che utilizzano Dna sintetico per attivare una risposta immunitaria. Sulla carta questo approccio potrebbe aiutare a sviluppare vaccini più velocemente, ma ad oggi non ci sono conferme. “L’idea – ha specificato Bill Gates alla rete televisiva Cbs – è riuscire a usare una modalità completamente diversa, una nuova piattaforma che permetta la creazione in un solo anno di un vaccino innovativo chiamato Dna/Rna”.

Invece di basarsi interamente sull’industria farmaceutica, Cepi cercherà di mettere insieme il mondo accademico, le aziende private e i governi per ottenere almeno quattro vaccini entro i prossimi cinque anni: contro il virus Nipah, contro quelli che causano la sindrome respiratoria mediorientale (Mers) e contro la febbre di Lassa, che potrebbe essere protagonista della prossima epidemia, simile in scala alla Sars, a Ebola o a Zika.

Cepi intende lottare in primo luogo contro quei virus che “possono provocare epidemie serie, ma abbiamo anche bisogno di essere pronti per affrontare l’ignoto” ha detto John-Arne Rottingen, segretario generale dell’iniziativa.

Il progetto è estremamente ambizioso, e anche se dovesse mancare il bersaglio di ottenere rapidamente i vaccini, servirà comunque a svilupparne contro i virus che non richiamano investimenti su larga scala.

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