C’è una grande confusione sulle macchine pensanti, perché due questioni sono sempre affrontate insieme. La prima è quanto vicine al pensiero siano le macchine che abbiamo costruito. La risposta è facile: estremamente lontane. Il gap tra i nostri computer più potenti e il cervello è quello esistente tra una goccia d’acqua e il Pacifico.

La seconda domanda è se sarà mai possibile costruire una macchina pensante. Non ho mai compreso del tutto questo problema. Certo che è possibile. Chi pensa che sia impossibile deve credere in qualcosa come l’esistenza di entità sopranaturali, realtà trascendenti o la magia nera. Non ha elaborato l’Abc del naturalismo: noi umani siamo creature naturali di un mondo naturale. Non è difficile costruire una macchina pensante: bastano pochi minuti di un ragazzo e una ragazze insieme e poi lasciar fare alla natura per qualche mese. E’ solo accidentale che  non abbiamo trovato altri sistemi più tecnologici. (…)

Nell’improbabile caso che la nostra civiltà sviluppi tecnologie per costruire realmente qualcosa che pensa e si comporta come noi – in maniera diversa da quella ragazzo-ragazza – affronteremmo queste nuove entità nello steso modo che abbiamo sempre fatto. Con un misto di crudeltà, egoismo, empatia, curiosità e rispetto. Perché questo è quello che siamo: creature naturali in un mondo naturale.

Carlo Rovelli è fisico teoretico all’Università Aix-Marseille

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