I giochi di ruolo giapponesi sono un po’ come sono stati negli anni Ottanti i cartoni animati giapponesi. Qualcosa di completamente diverso. Oggi sono tornati a essere un genere tutto sommato di nicchia, per otaku aficionados e nostalgici dei primi Final Fantasy. Xenoblade Chronicles X è forse il gioco più ambizioso e coraggioso per Nintendo  Wi U. Ambizioso perché è un open world che vuole emulare (anzi, supera) per vastità della mappa e per quantità di contenuti giganti del calibro di The Witcher e Skyrim. Coraggioso perché, nonostante i segnali di mercato, porta su una macchina non facilissima un gioco di science fiction che non accetta compromessi.

Cosa ci è piaciuto. Il Pianeta Mira è splendido e sconfinato. Nessun videogioco finora ha ospitato un esercizio così ispirato di creatività applicata. La varietà delle razze, la biodiversità di fauna e flora sono il vero motore di un gioco che soddisfa anche per la solo curiosità di esplorazione. Poi il gameplay è stranamente snello e ben congegnato. Né troppo lento e neppure troppo sfidante.

Cosa non ci è piaciuto.  Siamo nel 2054 la razza umana rischia l’estinzione e fugge dalla Terra stretta nelle guerra tra due razze superiori. Su Mira scoprirà la verità e cercherà di addomesticare il pianeta alla propria voglia di casa. Il problema non è la storia, che è quello che è, ma i dialoghi che sono drammaticamente prolissi. I personaggi sono inutilmente logorroici. E questo è un vizio tipico di molti giochi di ruolo giapponesi. Basta premere il pulsante e andare avanti veloce. Il bello accade dopo.