Il corpo anticancro è un libro che non solo racconta la storia dell’immunoterapia e il suo ruolo nella lotta ai tumori, ma offre anche uno scenario sulle strategie e le politiche di prezzo dei farmaci oncologici di ultima generazione che incidono pesantemente sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. Ecco un estratto del quarto capitolo

SISTEMI SULL’ORLO DI UNA CRISI

Una bolla si aggira per le corsie

Quattromila volte il prezzo dell’oro, a parità di peso. Tanto costa il capofamiglia, l’ipilimumab, ossia quasi 160 (157,46) dollari per milligrammo. Il che, a spanne, per un malato di 80 chilogrammi di peso, fa poco meno di 300.000 dollari per una persona che segua un ciclo medio di cure.

Se si preferisce guardare al nivolumab, la dose approvata è quella di 2 milligrammi per chilo di peso. Il che, al costo di poco meno di 30 (28,78) dollari a milligrammo, fa circa 14.500 dollari al mese, cioè, se i chili sono 75, anche in questo caso circa 300.000 dollari a ciclo completo di cure.

E ancora: pensando di sottoporre a un’immunoterapia tutti i pazienti che hanno una malattia metastatica (non tutti quindi, ma solo quelli che non hanno più a disposizione altri strumenti), e cioè più di 500.000 persone, il sistema sanitario statunitense, pur con i contributi degli stessi malati, che si aggirano attorno al 20% in media, spenderebbe 174 miliardi di dollari ogni anno.

Con queste cifre Leonard Saltz, responsabile dell’oncologia gastrointestinale del Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, ha gelato la platea del congresso ASCO del 2015 e, poche settimane dopo, nel dubbio che qualcuno ancora non si rendesse conto fino in fondo di ciò che sta per succedere, i colleghi di tutto il mondo, mettendole nero su bianco in un articolo pubblicato su JAMA Oncology. Il quale pone sul tavolo la questione delle questioni: l’insostenibilità dei costi delle terapie oncologiche in generale (stimati in circa 10.000 dollari al mese per paziente già prima dell’avvento dell’immunoterapia) ma, soprattutto, delle immunoterapie, quale che sia il sistema sanitario che le deve pagare e anche se i prezzi finali variano significativamente di paese in paese (in Italia, come vedremo, sono inferiori rispetto agli Stati Uniti, e del tutto a carico del SSN), a seconda di quanto chi paga ha potuto contrattare.

Il tema coinvolge tutti, non solo Big Pharma, di cui mette in discussione la stessa struttura e organizzazione, ma anche i sistemi sanitari, le agenzie regolatorie e le loro norme per l’approvazione, i medici, le lobby dei malati: un intero mondo. Che rischia di collassare.

Cerchiamo quindi di capirne i tratti essenziali, prendendo in considerazione i diversi punti di vista, anche perché l’arrivo delle terapie immunologiche ha accelerato in maniera impensabile un processo che stava covando sotto la cenere, ma che forse avrebbe impiegato ancora anni prima di dare esito all’imminente catastrofe.

Come con l'immunoterapia si può vincere la lotta contro i tumori, Piemme edizioni
Come con l’immunoterapia si può vincere la lotta contro i tumori, Piemme edizioni