Daniele Lago dà al web ciò che è del web. «Eravamo un’azienda artigiana con 3 milioni di fatturato. In meno di dieci anni siamo arrivati a 200 dipendenti e i milioni sono diventati 30, una decina dei quali sui mercati esteri». Merito di internet? «Sì, penso che la crescita, da qualche anno costantemente a doppia cifra, sia merito di internet».

Nessuna forzatura. Certo, la Lago arredamenti di Villa del Conte (Padova), fondata da papà Giuseppe negli anni Ottanta, è stata ribaltata come un calzino dai dieci figli (Daniele è l’ultimo e ricopre la carica di amministratore delegato): iniezioni massicce di design e massima flessibilità dei prodotti per la composizione personalizzata degli ambienti, alta tecnologia in produzione, internazionalizzazione dei mercati, marketing d’avanguardia. «Il digitale ormai si spalma su tutta l’azienda e sta approdando nei prodotti. Stiamo per lanciare un tavolo iperconnesso». Siamo a pieno titolo nell’internet of things, l’internet delle cose. Ma non c’è dubbio: la rivoluzione è partita quando è stato deciso che internet fosse il cavallo vincente. Meglio, quando si è cominciato a investire su quel dominio semplice semplice: www.lago.it.

«Ovvio» spiega Lago «alla base deve esserci un prodotto fortemente innovativo. Ma da solo il prodotto non basta. Nello stesso tempo devi comunicare chi sei, che cosa fai, qual è la tua filosofia aziendale. Di più, la tua filosofia di vita. Dire che internet è un incredibile amplificatore del brand è persino banale. Il punto non è farsi conoscere, ma invitare i potenziali clienti alla festa, farli sentire a proprio agio, scambiarsi idee, creare empatia. Instaurare con la platea dei visitatori-utenti-clienti un rapporto vero, reciproco, paritario». Non a caso l’azienda padovana è stata la prima, nel suo settore, a lanciare un blog sull’arredamento, destinato a una vasta community di appassionati e non esclusivamente agli addetti ai lavori. Oggi il sito viaggia intorno a tre milioni di visite all’anno. «E se comprendiamo i social network parliamo a 7 milioni di persone, metà in Italia e metà sparse ai cinque continenti». Al dipartimento digitale, inoltre, operano sette persone.

Ora a Villa del Conte sono impegnati nel portare a casa il dominio lago.com, che consentirebbe di muoversi con maggiore facilità quanto meno su tutti i mercati europei. «L’acquisizione di nuovi domini è sempre più complicata» allarga le braccia l’amministratore delegato. «Comunque ce la faremo. Costi quel che costi». Se non bastasse, l’azienda ha investito su domini di proprietà in Cina e Corea: la conquista del mondo a portata di clic.