Per sempre. E non è un modo di dire. Perchè la tecnologia che sta alla base della cripto valuta più conosciuta e usata, il bitcoin, può essere impiegata anche fuori dal puro contesto finanziario. Il modello che caratterizza una startup come EternityWall è semplice: permettere a chiunque di incidere un messaggio sul registro delle transazioni bitcoin e visualizzarlo in formato digitale. Senza che questo messaggio possa essere rimosso e modificato, tenendo conto della “immodificabilità” dei record blockchain e dei registri che li conservano. E ciò che rende questo servizio ancora più accessibile è l’assenza del vincolo all’apparenza più logico, e cioè quello di possedere un portafoglio bitcoin. Ci sono, per contro, altre restrizioni per utilizzare l’applicazione di EternityWall e sono di natura operativa: i messaggi non possono essere più di 72 caratteri e ogni messaggio richiede un’operazione bitcoin da effettuare. Si può inoltre incidere un messaggio gratuito ogni ora o scegliere di pagare 0,00015 bitcoin (più avanti lo si potrà fare anche in euro) per aggirare tale restrizione.
L’idea nata in testa a Riccardo Casatta, giovane ricercatore esperto di tecnologia Bitcoin e tra i protagonisti di BlockChainLab, il primo centro di eccellenza italiano dedicato a queste tecnologie, è stata per l’appunto quella di poter creare dei dati – per esempio un testo – e inserirli all’interno di una transazione incisa nella blockchain. Aggiungendo a questa opzione la possibilità di condividere i messaggi sui principali social media, da Twitter a Facebook. La sfida di EternityWall, insomma, è quella di avvicinare l’utente comune alle criptovalute da un lato, cavalcandone possibili utilizzi alternativi a quelli finanziari, e mettere a disposizione di chiunque una sorta di bacheca su cui appuntare scritti che rimarranno per sempre. E di cui si potrà dimostrarne la creazione in un determinato momento temporale, sfruttando il concetto del timestamping, senza bisogno di un notaio.