La straordinaria fortuna di Pokémon Go, la declinazione per iOS e Android del popolare gioco per Nintendo GameBoy e modelli successivi, è essere una buona idea da qualunque parte la si guardi, e non solo perché coniuga un franchise da 200 milioni di copie vendute (per un guadagno totale che nel 2016 ammontava a circa 700 milioni di dollari) alla piattaforma da gioco più popolare in circolazione: lo smartphone. Ciò che sorprende è che al contrario di quanto spesso accade davanti a un’intuizione simile, tutte le aziende coinvolte sono riuscite a cogliere la palla (o pokéball) al balzo, dando forma e sostanza al gioco che tutti gli appassionati sognavano: il gioco dei Pokémon in cui, grazie alla geolocalizzazione e alla realtà aumentata, si va letteralmente a caccia delle popolari creaturine tascabili virtuali per la città, uscendo di casa e incamminandosi ovunque indicherà l’applicazione dei record. Tutto questo accadeva strategicamente pochi mesi prima dell’inizio dell’estate dello scorso anno, la stagione perfetta per chiedere al mondo intero di indossare cappello e maglietta (proprio come il protagonista dei cartoni animati omonimi) per andare così ad esplorare il vicinato, i quartieri limitrofi e perché no, anche altre regioni, nazioni e continenti, con la promessa di trovare nuovi Pokémon sempre più rari e potenti. Il risultato è un videogioco scaricato 750 milioni di volte, di cui 50 milioni in soli 19 giorni, capace di generare introiti che nel solo 2016 hanno sfiorato il miliardo di dollari. Pokémon Go è stato anche il gioco che nella storia ha guadagnato di più nel minor numero di giorni, grazie ai 600 milioni di Dollari d’incasso nelle prime tre settimane di disponibilità. Bollato frettolosamente come la solita mania di un’estate qualsiasi, Pokémon Go nascondeva, e nasconde ancora, dei risvolti sociali molto interessanti, di cui i più attenti avranno sicuramente visto gli effetti, il più delle volte benefici, su amici e parenti. Il primo di questi è legato alla riscoperta del territorio circostante, quegli angoli di città che non vengono più frequentati e che non hanno potuto far altro che arrendersi al degrado, ma che con Pokémon Go hanno ritrovato anche se solo momentaneamente un ruolo e un utilizzo. Buie piazze nel nulla cittadino sono così tornate ad essere per un’estate un luogo d’incontro speciale, di sfide infinite, risate e probabili nuove amicizie. Il gioco sfrutta lo stesso sistema GPS dei navigatori satellitari, e conosce sempre l’ubicazione del singolo giocatore come dei luoghi chiave di ogni insediamento urbano e non, aiutando gli sviluppatori a piazzare palestre e altre località virtuali utili al progredire del gioco proprio in concomitanza di chiese, parchi, monumenti, luoghi e non luoghi di cui a volte nemmeno si conosceva l’esistenza; ma è capitato che il sistema automatizzato scegliesse come “punti caldi” anche meno appropriati cimiteri, od ospedali, con conseguente strascico di polemiche. In un anno dal suo debutto, Pokémon Go è migliorato, cresciuto, si arricchito di nuove meccaniche di gioco, nuovi Pokémon da catturare, e nonostante gli utenti siano naturalmente calati, secondo gli sviluppatori sono ancora 65 milioni quelli che attivano l’applicazione almeno una volta al mese, 5 milioni coloro che la usano ancora quotidianamente. La mania è passata, ma Pokémon Go continua ad essere una costante per moltissime persone, oltre che una fonte preziosa di introiti per Niantic che lo ha sviluppato, per Game Freaks che ne detiene i diritti e in misura minore per Nintendo, attraverso la The Pokémon Company. Ma anche se scomparisse domani, Pokémon Go rimarrebbe comunque una straordinario esempio di come è possibile generare “brand awarness” senza effetti negativi, lo stesso di cui Nintendo aveva urgente bisogno dopo la debacle del WiiU e in previsione del delicato lancio di Switch.

Le novità dell'estate 2017

L’annuncio e l’arrivo

Pokémon Go viene annunciato il 10 settembre del 2015 a Tokyo attraverso le parole del CEO di Niantic, ex sussidiaria di Google, John Hanke. Al suo fianco sono presenti rappresentanti della Pokémon Company, di Game Freaks e Shigeru Miyamoto di Nintendo. Il gioco viene distribuito il 5 luglio del 2016 in Australia, Nuova Zelanda e il giorno dopo negli Stati Uniti, ma il successo immediato dell’applicazione mette subito a dura prova i server di gioco e per questo motivo Pokémon Go arriva in Italia soltanto il 15 luglio.

Le polemiche

Le polemiche

Non è facile andare a caccia di Pokémon se si utilizzano mezzi di locomozione poco indicati, o non si presta attenzione a quello che ci circonda. La cronaca inizia a riempirsi di notizie di incidenti legati all’applicazione Niantic. In Italia si registrano moltissimi incidenti: a Nola una ragazza viene travolta da un automobilista intento a catturare Pokémon, mentre a Giulianova un giovane è stato investito mentre cercava la sua prossima preda virtuale sui bordi di una strada. Ma i casi non finiscono certo qui.

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Le leggende

Ad alimentare il mito di Pokémon Go anche notizie scioccanti e leggende più o meno credibili. Tra le notizie, scopriamo che a pochi giorni dall’uscita negli Stati Uniti, in Wyoming un teenager alla ricerca di Pokémon vicino a un lago si è imbattuto in un cadavere ricercato dalla polizia locale. In Olanda, un ventunenne dice di aver trovato Pikachu sulla tomba del fratellino scomparso l’anno prima. C’è anche chi non regge l’emozione di incappare in un raro Pokémon leggendario, come un anziano di Singapore che da quanto si racconta è stato colto da un attacco di cuore alla vista di un Lapras e un Granbull in rapida successione.

Il primo crollo

Il primo crollo

Secondo la Axiom Capital Management sono oltre dieci milioni i giocatori che hanno abbandonato Pokémon Go dopo i primi trenta giorni di gioco. La rilevazione fa emergere molti dubbi sulla tenuta dell’applicazione in quanto a popolarità e introiti nel lungo periodo. A rendere il forecast più preoccupante, è il fatto che coincida con il lancio di Pokémon Go in nuovi territori come Brasile, Indonesia e Filippine.

80 nuovi pokémon

80 nuovi Pokémon

Il 15 febbraio del 2017 fanno la loro comparsa nel gioco 80 nuove creature da collezionare, la cosiddetta “Generazione 2”, ma le novità dell’aggiornamento non finiscono qui: vengono riviste alcune meccaniche di gioco, comprese quelle legate al sistema di cattura, e trovano spazio nuovi oggetti e nuove bacche. Pokémon Go diventa così un gioco migliore, ma non è ancora abbastanza per tornare alla popolarità del primo anno.

Le novità dell'estate 2017

Le novità dell’estate 2017

Il 19 giugno Niantic rilascia l’aggiornamento più corposo di sempre, rivedendo totalmente il sistema di palestre e aggiungendo meccaniche come i raid, nei quali fino a venti giocatori possono combattere fianco a fianco per sconfiggere Pokémon speciali. Pokémon Go fa un ulteriore passo in avanti, senza dubbio interessante ma probabilmente non sufficiente per conquistare una nuova generazione di appassionati.

Il raduno

Il Raduno

Pochi giorni fa si è svolta a Chicago il primo Pokémon Fest, un raduno in cui Niantic invitata tutti i giocatori in una emozionante caccia corale in cui sarebbe stato possibile trovare anche molti Pokémon rari. Peccato che raccogliere così tanti utenti, alla stessa ora e nello stesso luogo, abbia causato così tanti problemi ai server da rendere il sistema inaccessibile per tutta la giornata. Un disastro, ma anche una prova che l’interesse verso Pokémon Go è tutto tranne che morto.

 

Il futuro

Se Pokémon Go continuerà a crescere è ancora presto per dirlo, e molto si deciderà tirando le somme di questa nuova estate. Per il CEO di Niantic il gioco è comunque oramai arrivato al punto di autosostenersi per molto tempo ancora, aggiungendo però che la compagnia non rimarrà di certo con le mani in mano aspettando l’inevitabile fine. Il prossimo obiettivo dichiarato è quello di rendere più interessanti e complesse le interazioni tra giocatori, strategia di cui i nuovi raid rappresentano soltanto il primo passo.