Non va giudicato ma compreso. Nova Alea è un videogioco astratto. Racconta in chiave ideologica le conseguenze della speculazione edilizia, la furia del mercato che si abbatte su chi viene schiacciato dalla “mano invisibile”. Loro sono il collettivo la Molleindustria. Di loro abbiamo parlato a più riprese online. È un videogioco di resistenza attiva che prova a dare una forma ludica ai processi di gentrificazione della società. Con una chiara chiave ideologica.

Come funziona? Siamo nei panni di uno speculatore edilizio il cui unico compito è acquistare proprietà immobiliari deprezzate e rivenderle quando il loro valore sarà aumentato e prima che la bolla immobiliare esploda. Anzi, siamo un cubo bianco e sotto di noi un plastico algido rappresenta una città. Le case aumentano di dimensioni fino a diventare grattacieli via via che il loro valore economico aumenta. Impariamo intervenire acquistando e rivendendo in base alle logiche di mercato. Anzi, noi siamo il mercato. Sotto di noi l’incremento dei prezzi, apparentemente incomprensibile costringe i vecchi abitanti a spostarsi alla ricerca di alloggi meno cari. Una voce fuori campo ci tiene aggiornati su quanto sta accadendo nel plastico bianco. I residenti iniziano a combattere con le restrizioni commerciali e ribellarsi contro le logiche di sistema. Ma il processo va avanti ineluttabile.

Come detto il gioco è sincero e ideologico. Non si nasconde dietro un dito e mette su schermo il trade off fra libero mercato ed etica, tra le logiche di speculazione economica e quelle morali. E’ una operazione semplicistica, da prima lezione di teoria di economica ma è la dimostrazione della potenza della simulazione e della possibilità di rendere giocabile un messaggio.