Non solo WikiLeaks. Tecnologia, data driven journalism, partecipazione civica e introduzione del whistleblowing.  Sono questi gli elementi alla base di diversi progetti giornalisti d’inchiesta italiani che cercano di sollecitare la società civile alla rivolta contro la corruzione e a favore della trasparenza, attraverso il web.

Da Irpi (Investigative Report Project Italy), team fondato da giovani giornalisti indipendenti, che nel giro di un anno ha lanciato due portali dedicati alle segnalazioni anonime. Come IRPILeaks, e  nelle scorse settimane, ExpoLeaks grazie alla collaborazione con GlobaLeaks, software libero a supporto del whisteblowing anonimo. Progettato dal centro studi Hermes Center for Transparency and Digital Human Rights, associazione non profit impegnata sui temi della trasparenza e della difesa dei diritti umani digitali.

A ToxicLeaks  che oltre a raccogliere inchieste e progetti di data journalism “sulle rotte dei veleni: dalle navi alla terra dei fuochi” e seguire, passo passo, la desecretazione dei documenti riservati avviata dalla Presidenza della Camera sul caso Ilaria Alpi- Miran Hrovatin, ha anch’esso uno spazio dedicato al whisteblowing.

Il giornalismo coniugato con la fame di open data ha dato vita a DataJournalism.it, community che vede insieme addetti dell’informazione, sviluppatori e hackers civici per meglio raccontare le trasformazioni della società italiana. Bisogno che diventa necessità con il racconto delle comunità che vigilano su ambiente, salute e legalità, nei territori contaminati italiani, dando vita al crowdmapping e alle inchieste civiche di CittadiniReattivi.it (di cui l’autrice di questo articolo è curatirce, ndr).

https://irpi.eu/

https://www.expoleaks.it/it/

http://toxicleaks.org/

http://datajournalism.it/

http://www.cittadinireattivi.it/

http://toxicleaks.org/

http://datajournalism.it/