Quello tra giovanissimi e internet è un incontro che avviene in età sempre più precoce. Nelle case in cui c’è una connessione internet, naviga il 40,7% dei bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, più del doppio di cinque anni prima e uno su dieci lo fa tutti i giorni. Si tratta di un numero che lievita con il progredire dell’età:  la percentuale sale al 76,3% dei ragazzi tra 11 e 14 anni e uno su tre lo fa tutti i giorni, per poi superare l’85% nella fascia tra 15 e 24 anni, secondo quanto emerge dalla ricerca “Tecnologie per crescere”, redatta dalla Fondazione Ahref. In più il 76% di chi ha accesso a internet è iscritto a Facebook (contro il 64% del 2012) e i ragazzi superano di quasi venti punti percentuali (71 contro  51,8) gli adulti nell’utilizzo delle reti sociali per acquisire informazioni.

Nasce quindi l’esigenza di proporre uno scenario educativo all’uso della rete e in tale direzione si muove il contest BitBumBam, lanciato da Ing Direct per dare risalto ai progetti di imprenditoria tecnologica capaci di coadiuvare la crescita dei più piccoli. Stando ai dati collezionati dalla Fondazione Ahref, internet non è, per giovani e giovanissimi, strumento esclusivamente ludico o usato per le relazioni sociali: in Lombardia, ad esempio, il 41,9% degli intervistati asserisce di usare Internet per fare i compiti scambiando informazioni coi compagni, percentuale che si assesta al 32,4% quando si parla di cercare informazioni non presenti nei libri di scuola. Il materiale didattico di supporto allo svolgimento dei compiti è cercato in rete dal 29,4% dei ragazzi che frequentano scuole superiori lombarde, dato in linea con il 27,5% di coloro che usano internet per ricerche assegnate loro dai professori. Un dato particolarmente sorprendente: il 23,9% degli intervistati usa la rete al pari di un tutor, per fugare dubbi e trovare certezze.

Ed è proprio la rete ad avere selezionato i trenta progetti papabili per la finale lasciando poi il compito a una giuria specializzata di selezionare tra questi le tre idee che sono state ammesse alla finale dell’11 febbraio 2014, data simbolica che celebra il Safer Internet Day, la giornata internazionale che promuove un utilizzo responsabile delle tecnologie legate a internet tra i bambini e gli adolescenti.

Le startup giunte in finale sono LimVTouch, Le PinoParole e I Blocchetti Intelligenti. La prima, lombarda, ha concepito un dispositivo portatile che trasforma ogni superficie in un’area touch per rendere interattive le attività scolastiche; PinoParole, laziale, è un’applicazione che coadiuva i bambini stranieri e quelli con disturbi del linguaggio nei percorsi di studio e, infine, la marchigiana Blocchetti Intelligenti permette costruzioni in stile Lego, alle quali applicare sensori in grado di interagire con l’oggetto costruito con lo scopo di stimolare la creatività dei maker di domani.

Le finaliste hanno già ricevuto un contributo di 5mila euro e un periodo di mentorship di due mesi per prepararsi alla finale dell’11 febbraio, giornata durante la quale verranno decretati due vincitori. Al primo 25mila euro in beni e servizi per finalizzare il proprio progetto e sei mesi di tutorship affidati all’incubatore iStarter di Torino che seguirà anche il progetto del secondo vincitore capace di raccogliere più voti sul sito web di BitBumBam.

All’interesse dimostrato da iStarter e Ing Direct si unisce quello di Paolo Ferri, docente di Teoria e Tecnica dei Nuovi Media e Tecnologie didattiche all’Università di Milano Bicocca, che ha ribadito l’importanza della diffusione della cultura digitale in famiglia e a scuola sostenendo la necessità “di creare cultura sul tema, sfatando falsi miti e favorendo lo sviluppo di idee che contribuiscono alla crescita e alla formazione dei più piccoli”. Il contest fa leva sui concetti di crescere, integrare e imparare; elementi capaci di colmare il gap tra vecchie e nuove metodologie di insegnamento e apprendimento.