Lo streaming legale è una giungla, almeno negli Usa dove per vedere film e serie tv online esistono ormai una pletora di servizi: c’è Netflix e il suo concorrente Amazon Video, c’è iTunes per i dispositivi iOS e la Apple TV e il corrispettivo Google Play Movies, cui si aggiungono Vudu.com, Hulu.com, oltre a Youtube Red, Vimeo, FandangoNow ed HBO Now. Insomma, quando si deve scegliere un contenuto per la serata, è difficile districarsi tra abbonamenti, piattaforme e titoli a disposizione che, in molti casi, coincidono per molti di questi marchi.

A rendere la vita un po’ più facile è il lancio, per ora negli Usa, in Europa si vedrà, di MoviesAnywhere (www.moviesanywhere.com), un servizio che raccoglie quattro offerte concorrenti (iTunes, Vudu, Amazon e Google Play) per creare un unico archivio digitale in cui si possono fare confluire oltre 7300 film appartenenti a diversi studi cinematografici: Disney, che aveva aperto già la strada nel 2014 con il proprio archivio di film e di recente ha annunciato che si ritirerà da Netflix a partire dal 2019, cui ora si sono unite 20th Century Fox, Warner Bros, Sony e Universal. La mossa di fatto mette in seria crisi Ultraviolet, il servizio digitale alternativo a MoviesAnywhere che era stato lanciato nel 2011 dal Digital Entertainment Content Ecosystem, il consorzio che raccoglie non solo alcuni tra i più importanti studi di Hollywood ma anche rivenditori, produttori di elettronica di consumo ed altri membri ancora. La  battaglia tra standard ricorda molto quella anni ’80 della videocassetta tra VHS e Betamax, che vide la sconfitta di quest’ultimo sistema e di Sony che la appoggiava, o quella più recente dell’alta definizione tra Blu-Ray e HD-Dvd, che perse insieme a Toshiba, Microsoft, Nec e Sanyo. Questa volta a fare la parte del leone sono state appunto Disney, che ha attratto gli altri studios, ma anche Google, Amazon ed Apple, non a caso non iscritti al consorzio il cui servizio è uscito sconfitto.

Per utilizzare MoviesAnywhere via browser o apposita app, e quindi su iOS e Android, Apple TV, Android TV, Chromecast, Amazon Fire e Roku, bisogna iscriversi e poi collegare i vari servizi di streaming inclusi, con il vantaggio di poter raccogliere sotto un unico cappello tutti i contenuti precedentemente acquistati e di veder “migrare” titoli acquistati su una piattaforma anche sulle altre (per poter ad esempio vedere su un dispositivo Android un film che era stato acquistato su iTunes). Naturalmente il servizio al momento si propone solo come archivio per i film, quindi le serie tv sono escluse, ma permette anche di caricare tutte le versioni digitali delle pellicole già preacquistate in Blu-Ray e disponibili attraverso i codici per il download che Ultraviolet stessa pubblicava nelle confezioni a questo scopo. Difficile dire se si tratta della app definitiva per gli appassionati di entertainment, anche perché mancano all’appello studios come LionsGate e Paramount e rimangono scoperti per ora tutti i contenuti seriali, ma di sicuro è un passo concreto verso la possibilità di ricondurre tutti gli acquisti digitali ad un unico servizio.