Dura prevedere se Maverick Viñales o Andrea Dovizioso minaccino davvero la leadership di Marc Marquez, o se Valentino Rossi vincerà mai il decimo titolo iridato della sua carriera. Dal Mugello, la previsione più facile sembra un’altra: il futuro delle competizioni su due ruote sarà anche digitale.

«L’anno scorso non sapevamo come sarebbe andata, ma i risultati sono stati ottimi. Quest’anno, il campionato esport è parte integrante di quell’esperienza realistica della MotoGP che vogliamo offrire a tutti i fan del videogioco».

Sono parole, significative, di Luisa Bixio, vicepresidente di Milestone, lo sviluppatore di videogiochi più importante in Italia nonché quello che, fino al 2021, deterrà i diritti per la trasposizione digitale dei massimi campionati di motociclismo – oltre alla classe regina, anche la Red Bull MotoGP Rookies Cup, Moto 2 e 3.

Poco prima di partire per l’autodromo toscano, dove venerdì è stato presentato il nuovo videogame ufficiale “MotoGP 18”, quanto detto da Bixio conferma una tendenza nuova ma sempre più evidente del settore: oggi l’esport è il nuovo eldorado. Quando va male, prolunga la vita di un videogioco fidelizzandone la community; se va bene, scopre vene d’oro che è meglio presidiare il più in fretta possibile, a costo di andarci su una ruota sola.

Ben bilanciato, invece, sembra l’assetto di gara di Milestone: anzitutto perché “MotoGP 18”, in vendita da giovedì 7 giugno per Pc, Playstation 4 e Xbox One (e dal 28 per Nintendo Switch), promette di essere un rilancio del brand anche dal punto di vista tecnologico. Passata al nuovo motore di gioco, l’Unreal Engine 4, oggi la simulazione sfoggia una nuova fisica, un rinnovato e scalabile sistema di danni, un’intelligenza artificiale più performante e malleabile (per adattarsi alle abilità dei centauri digitali), e sistemi di scansione in 3d e via droni che restituiscono fedelmente la fisionomia dei piloti ufficiali, come ogni dosso, curva e pendenza dei tracciati di gara. Non ultime, 30 sequenze digitalizzate dovrebbero aumentare il realismo dell’esperienza ricreando scene dai box, sulla griglia di partenza, sul podio e alcuni atteggiamenti tipici dei corridori veri.

Una sfida non da poco, visto che alcune fra le più recenti simulazioni della software house milanese soffrivano i limiti di un motore di gioco datato e non sempre all’altezza delle performance rigorose imposte da un orizzonte fatto di competizioni professionistiche.

In quest’ultima ottica, le parole di Bixio e l’investitura al Mugello da parte di Dorna Sports, la società madrilena che della MotoGp (vera) gestisce marketing e diritti media, sono anche più rilevanti: «Puntiamo tutti sul “MotoGP eSport Championship”, la nuova stagione competitiva – ha confermato la vicepresidente di Milestone – anche lo sviluppo del gioco ne ha tenuto conto, integrando per esempio le indicazioni dei finalisti dello scorso anno per rendere le gare più selettive quando necessario. In secondo luogo, abbiamo introdotto la modalità spettatore, derivata dalle funzionalità di regia sfruttate nelle finali 2017, in modo che chi organizza o commenta i tornei disponga di uno strumento in più per avvicinare le competizioni elettroniche alla loro controparte reale. Per questo abbiamo anche inserito nuovi sistemi di riconoscimento e sanzione delle infrazioni, del tutto simili a quelli della vera MotoGP”.

Le intenzioni sono chiare: cavalcare con acceleratore aperto al massimo l’imminente piena degli esport, la sintesi perfetta fra l’agonismo tradizionale, i nuovi orizzonti tecnologici e le passioni intrattenitive più diffuse fra gli under 25: videogiocare o guardare chi lo fa.

Non è un caso che dalle 7 gare della stagione scorsa si passerà quest’anno, con inizio il 18 luglio, a 8 gare di qualificazione online e 3 eventi live: dopo le prime 4 Challegens, ci sarà una Semi Finale a Misano; quindi, altre 4 sfide consentiranno ai migliori l’accesso alla seconda Semi Finale di Madrid, l’anticamera per il Gran Finale programmato per il 16 novembre a Valencia, in concomitanza con la tappa conclusiva del campionato di MotoGP.

Un’altra prova della relazione sempre più stretta fra realtà e digitale, che sarà ribadita, nella tappa valenciana, dalla possibilità per i centauri digitali di rappresentare in pista le scuderie ufficiali del Motomondiale: «Senza dubbio – ha confermato Pau Serracanta, managing director di Dorna – tutto andrà a beneficio anche delle squadre della MotoGP: avranno una maggiore esposizione». È il segreto di investimenti nell’esport che sempre più di frequente vedono coinvolte grande case motoristiche, da Renault a Williams, passando per Volkswagen o Nissan.

Lo confermano i numeri, a partire da quelli registrati l’anno scorso dal primo campionato di Milestone e Dorna: con 25 milioni di visualizzazioni di cui 2,5 solo per la finale spagnola, 15mila ore di gioco complessivo online, 2 milioni e mezzo di chilometri percorsi in tutto e 75 milioni di persone raggiunte dai canali dedicati – da Twitch e YouTube al sito ufficiale – è più facile scommettere in un futuro di esport su due ruote piuttosto che sugli avversari di Marquez.