E’ vero. Secondo gli obiettivi dell’Agenda Digitale europea, la maggior parte della popolazione italiana non brilla per cultura digitale e non ha ancora sviluppato le competenze necessarie per utilizzare gli strumenti di e-governement. Oltre 26 milioni  di italiani sono su Facebook ma sono in difficoltà nella semplice compilazione di un form online.

Ritardo che unisce il lento processo di ammodernamento della PA, alla carenza di media education nella scuola italiana. Ma che non ferma la nascita di nuove iniziative basate sul coinvolgimento dal basso della cittadinanza attiva attraverso il web, verso un progredire civile delle comunità, “da sudditi a cittadini digitali”.

Si spiegano così il successo di piattaforme come Openpolis, associazione indipendente che dal 2006 si occupa di progetti per l’accesso alle informazioni pubbliche, civic media che promuovono la trasparenza e la partecipazione democratica dei cittadini della rete. Progetto che è evoluto in un osservatorio civico sulla politica e nell’utilizzo del data-driven journalism e che ha da poco lanciato Openbilanci.it che permette di mettere a confronto bilanci di tutti i Comuni italiani degli ultimi dieci anni e i sindaci a cui chiedere conto.

Oppure come Monithon, piattaforma di monitoraggio civico nata dalla collaborazione della società civile appassionata di open data e il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica che ha messo a disposizione su OpenCoesione.gov.it  i dati dei progetti finanziati dalle politiche di coesione territoriale attraverso fondi strutturali europei e fondi nazionali. Iniziativa indipendente che documenta lo stato di avanzamento, l’impatto sul territorio attraverso cittadini monitoranti che suggeriscono come migliorarne l’attuazione.

Collaborazione che vede anche il lancio a livello nazionale per il prossimo anno scolatico di “A Scuola di Open Coesione” progetto di formazione alla conoscenza e all’utilizzo civico degli open data, destinato agli studenti delle scuole superiori di secondo grado.

Un flusso virtuoso di informazioni tra amministrazione e comunità civiche alla base anche di Open Ricostruzione, promosso dall’Ong Action Aid, nato per tenere informata la popolazione dell’evolversi del processo di risanamento e ricostruzione delle zone terremotate dell’Emilia Romagna e l’utilizzo effettivo delle donazioni.

Tutte community che hanno alla base la visione della condivisione del sapere e della conoscenza dei beni comuni. Simbolo ne è la realizzazione di Confiscati Bene, azione di civic hacking  contro le mafie, realizzata durante il quarto raduno nazionale di Spaghetti Open Data, “italiane e italiani che fanno cose con i dati”, che ha reso ricercabili e geolocalizzate le proprietà inventariate dall’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (si veda altro articolo nella pagina di Nòva24, ndr).

http://monithon.it/

http://openricostruzione.it/

www.openpolis.it/

http://www.openbilanci.it/

http://www.confiscatibene.it/

http://www.spaghettiopendata.org/