Una maggiore equità nell’indirizzo degli aiuti, interventi più tempestivi, riduzione delle sovrapposizioni con altre ong e pianificazione del budget futuro. Da un anno in Giordania Intersos ha introdotto una piccola rivoluzione tecnologica che ora intende portare in altri paesi del mondo.  Si tratta di un nuovo sistema di raccolta ed elaborazione dei dati sui rifugiati, dall’anagrafe alla situazione sanitaria, dall’educazione ai bisogni più particolari. Dati fondamentali, perché sulla base di questi ad ogni famiglia viene quindi affidato un punteggio e quindi alcune risorse (documenti, soldi, farmaci, alloggi ecc) e non altre.

Ad oggi in molti campi profughi si utilizza un lento e impreciso sistema cartaceo per raccogliere i dati. Che poi devono essere immessi a mano in un foglio excel. E quindi successivamente elaborati per arrivare a capire quale siano le priorità di intervento rispetto ai beneficiari. Lo stesso obiettivo viene raggiunto talvolta con un’app gratuita che comunque si basa su un excel e prevede un questionario lineare a un solo livello.

Intersos ha elaborato una soluzione mettendo assieme app già esistenti. “In un anno abbiamo inserito i dati di 5mila famiglie, pari a 25mila persone – spiega Francesco Guiducci, Ict referent di Intersos – La nostra soluzione consente di avere sia il database della famiglia sia il database dei componenti della famiglia”.

L’innovazione inizia dalla raccolta dati che avviene tramite un operatore che visita le famiglie con un tablet. Le app utilizzate in questa fase lavorano offline perché internet spesso non è presente nelle zone remote in cui opera Intersos. Poi in ufficio i dati vengono scaricati su una piattaforma web  ed elaborati automaticamente: così in tempo reale -in accordo con criteri prestabiliti- viene calcolata la priorità ed i servizi a cui il nucleo familiare può accedere. “Attraverso i dati raccolti è possibile ricontattare la famiglia e tornare sul luogo grazie alle coordinate gps. Questo è molto importante soprattutto per i rifugiati che non sono nei campi profughi ma sono ospitati dalle comunità locali” aggiunge Guiducci. Intersos è in Giordania dal 2012 per assistere le migliaia di rifugiati siriani dislocati nelle aree urbane e rurali. In particolare la ong è presente a Irbid, Karak e Ma’an.

Grazie al nuovo sistema Ict i servizi erogati alle famiglie quali cash assistant, assistenza legale, supporto psicologico sono tracciati tramite la stessa piattaforma web in modo da poter monitorarne l’erogazione. Sempre con la raccolta dati su tablet, periodicamente e su base campionaria, Intersos intervista le famiglie/persone che hanno ricevuto l’assistenza per capire se effettivamente è stata utile. Nella piattaforma web sono poi calcolate tutte le statistiche di efficienza ed efficacia dei servizi erogati. “Di fatto questo diventa uno strumento per conoscere la situazione in cui operiamo, quali bisogni esprime e quindi pianificare i budget e le azioni future” conclude Guiducci.

A Milano, il 6-7 novembre agli Open Days dell’Innovazione – all’interno del progetto Innovazione per lo Sviluppo di  Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt – Intersos presenterà una breve simulazione interattiva intitolata “ E se fossi un rifugiato siriano…?”, per coinvolgere in prima persona il pubblico dell’evento. Ogni persona avrà la possibilità di mettersi nei panni di un rifugiato siriano e sarà inserita in un processo classico di intervento: dall’assessment l’identificazione dei bisogni primari per ottenere di conseguenza l’aiuto umanitario adeguato ai propri specifici bisogni.