Fino a sei mesi fa non avevo messo mai piede sul “pianeta” dei social. Poi, incoraggiata da amiche e colleghe, mi sono lanciata su Twitter con l’account @wlascuolaviva, dove ho cominciato a cinguettare in 140 caratteri quello che c’è di memorabile nella giornata scolastica.

Questa è stata la mia esperienza di didattica-social fino allo scorso maggio, quando è piombata in classe @aliceavventure, a scombinare tutto!

L’idea è di Paola Mattioli, espertissima maestra social, che, in occasione  del centenario della nascita letteraria di “Alice nel paese delle meraviglie”, mi ha proposto di partecipare a un progetto di TwLetteratura: la riscrittura collettiva del classico di Carroll . Che fare? Mi chiedevo: appena sbarcata sul pianeta Twitter,  avrò “maturato” abbastanza competenze per lanciare me, le colleghe, gli alunni (e anche le famiglie) all’inseguimento del @BianconiglioTw?? L’unico modo per capirlo, proprio come aveva fatto Alice, era abbandonare il rassicurante “già noto” sotto l’albero e lanciarsi all’inseguimento dell’ignoto, cominciando ad inaugurare, sentita la Dirigente, un account di plesso @europaprimaria!

Oggi è il primo giugno. Il calendario condiviso di lettura è oramai concluso e sono pronta per un primo bilancio delle avventure vissute, perché proprio di questo si è trattato: dire che abbiamo “letto” il libro sarebbe davvero riduttivo. In questo maggio appena trascorso, è più verosimile dire, abbiamo “abitato” uno spazio letterario virtuale, convivendo insieme ad Alice, allo stralunato @CappellaioTw e alla collerica @ReginaCuoriTw !

Ho visto bambini preferire la lettura di Alice alla ricreazione; ho visto bambini riconoscere il sorriso dello stregatto dovunque, anche in una crosta di pane a mensa; ho visto maestre portare teiere, biscotti e te per rivivere la scena clou del testo; ho visto maestre stravolgere il”programma” di italiano per dedicarsi un mese ad inseguire senza tregua il Bianconiglio; ho visto spuntare in classe decine di libri procurati dalle famiglie, tutti diversi ma tutti della stessa storia di Alice; ho visto i bambini dialogare nel loro incerto corsivo con i personaggi: inveire contro la Regina, consolare Alice, scherzare con il Cappellaio Matto.

Provo a raccontare cosa ritengo abbia contribuito a trasformare la lettura di un classico in un’esperienza totalmente nuova.

La lettura scadenzata da un calendario condiviso ha ritmato la nostra lettura e la ri-scrittura, costringendoci a soffermarci e riflettere sul testo più di quello che singolarmente avremmo fatto. Dove temevo che ci sarebbe stata la superficialità dei 140 caratteri, ho trovato l’efficacia della sintesi.

Sapere che eravamo in compagnia di tanti altri appassionati lettori, grandi e piccoli, ci ha fatto sentire parte di una comunità e ci ha fatto mantenere il giusto entusiasmo, anche quando la narrazione rallentava nell’interesse.

Sapere che avevamo un “pubblico” che leggeva ciò che scrivevamo, ha liberato la scrittura scolastica dai consueti limiti dell’autoreferenzialità.

Infine, la straordinaria possibilità di dialogare con i personaggi, animati pazientemente dalla maestra Paola, ha creato tanta immedesimazione tra i bambini mobilitando forti emozioni, tanto da fargli scrivere alla fine dell’avventura:

“Alice, era bello il tuo sogno, anche se la Regina diceva sempre “Tagliategli la testa”!”

“Alice, vorrei sognare al posto tuo,  questo sogno…”

“Alice, ti saluto. Ti mando un bacio grande grande… non dimenticarti di me.”