I numeri non lasciano ombra di dubbio. Almeno, in apparenza. Il mercato del libro di carta è in ripresa, mentre quello digitale sta perdendo colpi ovunque. Negli Stati Uniti i dati dell’Association of American Publishers registra nei primi nove mesi del 2016 una flessione del 18,7% delle vendite di ebook, mentre i paperback segnano un +7,5% e quelli con copertina rigida un +4,1%. Parallelamente nell’intero anno scorso nel Regno Unito le vendite di libri fisici e giornali sono cresciuti del 7% e i titoli per bambini sono balzati del 16%, stando ai numeri della Publishers Association; i libri digitali hanno invece messo a segno uno scivolone del 17%.

Il trend prosegue da anni: l’ebook ha toccato il suo picco nel 2011 per poi iniziare a calare inesorabilmente. Almeno per quanto riguarda il mercato dei grandi editori, sembra proprio che non tutti i lettori siano così pronti ad abbandonare il piacere fisico della carta a favore della flessibilità e del minor costo del digitale. A giocare contro l’ebook sarebbero, secondo alcuni analisti, gli aumenti di prezzo che negli ultimi anni ne hanno ridotto l’appeal in termini di convenienza, oltre alla scarsa innovazione della tecnologia e al prevalere dell’abitudine. Ma ad avere effetto è anche una tendenza alla “disintossicazione” digitale, come segnalato anche dall’Ofcom britannico, di un numero sempre maggiore di persone che vuole limitare il tempo passato davanti a uno schermo.

E’ facile quindi comprendere la flessione delle vendite di e-reader, la cui penetrazione tra gli adulti americani è calata al 19% nel 2015 da oltre il 30% di due anni prima, secondo i dati Pew Research. E il 6% degli americani ha dichiarato di aver letto l’anno scorso un libro di carta, il 28% un ebook. Un quarto della popolazione non ha letto neanche un libro, su qualsiasi supporto.

Un caso un po’ a sé è l’Italia, dove il rapporto Aie registra per il 2016 un recupero del 2,3% delle vendite complessive in valore: il libro di carta prosegue una ripresa lenta (+0,3%) a 1,22 miliardi, mentre ebook e audiolibri mettono a segno un solido +21% ma su un valore decisamente inferiore, pari a 62 milioni. Secondo lo stesso rapporto, dichiara di leggere libri da dispositivi digitali il 10% della popolazione (era l’8,9% nel 2015 e il 2,9% nel 2010). Tra i lettori digitali lo smartphone la fa da padrone (65%), seguito dal tablet (28%) e e-reader (7%). In Italia il digitale sembra quindi essere ancora nel pieno di una curva ascendente.

Ma gli analisti tendono a ritenere inaffidabili i dati degli altri mercati relativi all’editoria digitale: c’è chi contesta la credibilità di numeri che sono diffusi dai grandi editori, quando il libro digitale è in mano a piccoli editori. D’altra parte non c’è dubbio che il libro digitale sia più difficile da fotografare: dal conteggio sfugge facilmente il self-publishing e tutta quella realtà che è frutto di un’unica fonte retail, come gli ebook di Amazon.

“Non voglio mettere in discussione che diminuisca la quota del mercato ebook dei primi cinque editori (26% attualmente, ndr), ma senza dubbio i piccoli e gli autori indipendenti si stanno allargando”, afferma Jeffrey Brunner, autore di un sito dedicato all’editoria digitale. Ma non c’è dubbio che, a differenza di quanto successo nell’industria musicale (dove comunque il vinile sta recuperando posizioni ma con quote decisamente di nicchia), l’ebook non ha tramortito il libro fisico. Che anzi sembra avviato a una seconda giovinezza.