Il 5 giugno scorso ha rappresentato una svolta per Apple. Per la prima volta il colosso di Cupertino apriva alla realtà virtuale con High Sierra, il sistema operativo che permette di collegare schede video esterne e caschi Vr. Un’innovazione arrivata con molto ritardo rispetto ai concorrenti eppure non si può dire lo stesso della realtà aumentata. Laddove non servono caschi né visori, Apple è ai primi posti e i ponti tra la realtà vera e quella simulata sono ovviamente iPhone e iPad. O meglio, il loro nuovo sistema operativo. Il 12 settembre uscirà iOS 11 con supporto per ARKit, che già nel nome si presenta come un kit per l’Augmented reality, la realtà aumentata, la tecnologia che consente di portare oggetti virtuali nel reale usando solo lo schermo. L’abbiamo sperimentata tutti in Pokémon Go, con i mostriciattoli che apparivano di fronte a noi grazie alla fotocamera di bordo che ritraeva la scena reale e allo smartphone che vi aggiungeva gli elementi digitali. Va detto che non è un lavoro semplice o meglio, non è semplice farlo bene. La realtà aumentata per essere credibile ha bisogno di un dispositivo che sappia captare con precisione ciò che ha di fronte, rilevare le dimensioni degli oggetti reali e aggiungervi gli elementi digitali rispettando sia le proporzioni della scena che la visuale. Non c’è niente di peggio che vedere pixel esplodere, personaggi scomparire e riapparire, poligoni tagliati in modo insensato. E proprio a questo serve ARKit: rileva la luce ambientale per dare maggiore credibilità agli oggetti digitali inseriti, è in grado di rilevare gli spazi piani, anche quelli rialzati come cassettoni o tavoli, fonde l’immagine della fotocamera con i sensori di movimento per evitare le distorsioni di cui sopra. Il risultato è uno strumento potente che necessita di risorse adatte. Non è un caso se ARkit ha bisogno almeno di un chip A9 o A10, i più potenti offerti al momento dalla Mela, quelli che troviamo sugli ultimi usciti come iPhone 6S, iPhone SE e iPhone 7.  Agli sviluppatori la realtà aumentata in salsa di mele sta piacendo e ci si sono lanciati da tempo. Essere i primi a sbarcare con applicazioni AR su iOS 11 non appena uscirà offrirà un bel vantaggio. Diversi prodotti sono già stati presentati e il lato curioso è che non si tratta solo di giochi. Tra le migliori app in arrivo c’è anche quella di Ikea. In questo caso gli elementi di arredo diventano oggetti virtuali che possiamo spostare per la casa per vedere non solo come ci stanno ma se ci stanno. Ed ecco l’importanza di avere misurazioni precise: solo con un sistema affidabile possiamo sapere con certezza se la poltrona va bene per quell’angolo rimasto vuoto o se l’armadio è alto abbastanza da coprire quella rientranza nella parete. L’app sarà un’esclusiva della Mela e, al debutto, conterà duemila prodotti digitalizzati a puntino.

 

Tra le migliori app AR in arrivo c’è anche la fotografia rivista e corretta o meglio scorretta. Giphy World è una follia digitale che permette di inserire gif all’interno della realtà creando dei potpourri estremamente pop o meglio dei veri e propri mischioni di immagini, animazioni e colori. Mentre la telecamera inquadra la realtà noi possiamo aggiungere piccole animazioni come mani che salutano, pupazzetti che saltano e mostriciattoli che urlano per poi fare un video da condividere. Il risultato è delirante e non sappiamo quanto divertirà gli adulti ma ragazzi e bambini impazziranno a creare composizioni da mal di testa assicurato.
Sul fronte videoludico ecco Arise, un platform in 3D in cui il punto di vista è tutto. Davanti a noi c’è un’isola che fluttua nel mezzo della nostra stanza, e noi dobbiamo aiutare il protagonista a muoversi attraverso le sue rovine. Una strada interrotta diventa continua se posizioniamo la telecamera in modo giusto, così come un muro non è una barriera se ruotiamo lo smartphone e vediamo cosa c’è dietro. In pratica non ci sono controlli tradizionali e l’avventura procede solo ruotando il telefono nel modo giusto.
Più adrenalinico è The Walking Dead: Our World, sparatutto che porta l’esperienza di Pokémon Go su un altro livello. Ambientato all’interno dell’apocalittica serie americana, ci mette al fianco dei sopravvissuti che combattono contro gli zombie. L’app sa dove ci troviamo e, guardando lo schermo, possiamo vedere i nemici che ci attaccano e gli alleati che ci danno una mano. Va da sé che, grazie a ogni arma immaginabile, lo scopo sarà fare fuori mostri con fiumi di sangue che superano il litro al minuto. Qui sì che gli adulti si divertiranno, ma magari al riparo da occhi indiscreti.
Chiudiamo con i più piccoli con The Very Hungry Carterpillar AR, trasposizione in realtà aumentata di uno dei maggiori successi digitali per bambini con tanto di primo premio al Bologna Ragazzi Digital Award della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna del 2015. Nata da un classico della letteratura per l’infanzia degli anni ‘60, vede protagonista un bruco che va guidato verso il cibo di cui è ghiotto per farlo mangiare a più non posso affinché diventi una farfalla. Coloratissimo, coinvolge il piccolo per i molti dettagli onirici che porta nella realtà ed è inoltre facilissimo da giocare. Insomma, non fatelo provare a vostro figlio o la proprietà dello smartphone passerà di mano anzitempo.