Il prezzo è altino (320 euro), manca un demo killer come era stato per Wii il gioco Wii Sports, ci sono anche pochi giochi al lancio e sostanzialmente non c’è nulla di veramente innovativo da fare gridare al miracolo. Eppure, una volta che inserisci la mini cartuccia di The Legend of Zelda Breath of the Wild dentro Nintendo Switch, la nuova console da venerdì scorso nei negozi, dubbi, perplessità da analista finanziario, incertezze da pro-gamer scompaiono magicamente e vi sembrerà che Link, l’elfo biondo della serie, ha finalmente trovato l’unica vera “casa” tecnologica che merita. Se le console si giudicano dai giochi, la “prima” di Nintendo Switch appara davvero convincente. Anzi, per essere più diretti: The Legend of Zelda Breath of the Wild  è il migliore Zelda di sempre. Il nuovo episodio della serie che debutta sulla nuova console Nintendo Switch  è attualmente il quarto videogioco secondo la classifica di Metacritic (98/100).  Era dal 2008 (dall’uscita di Gta 4) che nessun altro videogame  ha ricevuto una valutazione così elevata. Nessun gioco regala una sensazione così piena di libertà. Eppure, di open world è pieno il mercato. La magia di Nintendo è stata quella di progettare una fiaba in tre dimensione leggera e avvincente. Link può tutto, corre, salta, scala montagne, si arrampica sugli alberi. Ogni oggetto presente è raggiungibile. Link ascolta, fa rumore, sente freddo, Nintendo introduce la dimensione del suono e della temperatura.  La sensazione di liberà nasce dalla vastità dei panorami, dalla cura della progettazione della natura ma anche da una attenzione molto precisa, molto giapponese, a voler rendere tutto esplorabile. Per la prima volta la scoperta e la meraviglia, che sono due tratti fondamentali della maniera di intendere il videogame della casa di Kyoto, trovano piena realizzazione in un videogioco. La “fotografia” di questa Zelda che sfrutta la tecnologia del cel shading contribuisce a introdurre una prospettiva del genere fantasy finalmente convincente. La console non ha un comporta grafico capace di esprimere risoluzioni dell’immagine in 4k ed effetti da fotorealismo che troviamo invece in alcuni giochi per Ps4 e Xbox One. Tuttavia, l’uso pittorico del colore, la dinamica della luce, mai violenta ma estremamente suggestiva, rendono questo 19esimo episodio della serie davvero diverso dai precedenti. Per la prima volta Zelda sa essere cupo, triste a tratti spaventoso. E al tempo stesso leggero, un inno alla gioia e alla natura. Link continua a essere un personaggio mono-dimensionale. Ma il mondo intorno a lui è divenuto di colpo vivo e adulto.