Non hanno scelto il loro campione. Per lo sbarco su smartphone Nintendo non ha optato su Super Mario ma si è rivolta ai Mii, una delle innovazioni più soprendenti della prima Wii, esatto, quella del 2006. Insomma, per inaugurare la prima volta su smartphone (Android e iOS), i giapponesi si sono affidatati a Miitomo, una app che vuole essere attraente come un social network ma con l’ironia e la leggerezza di Nintendo. Chi ha presente Tomodachi Life (Nintendo 3Ds) è sulla buona strada.  Parliamo di Tamagotchi a forma di Mii. Ma più simpatici.

E’ presto per capire se l’idea sarà o meno vincente. Le iscrizioni sono aperte da qualche giorno e il debutto dell’app è previsto a giorni. Tuttavia, è interessante la logica con cui sono atterrati sui telefonini. La decisione di abbandonare l’idea che l’hardware proprietario fosse la piattaforma esclusiva, la scelta di “svendere” il proprio mondo a supporti altri è stata vissuta con difficoltà in certi ambienti di Kyoto, in particolare da quello che rimane dell’ala più ortodossa. Le difficoltà nei conti ma sopratutto la crisi delle console hanno contribuito in questo senso a dissipare timori e nostalgie.

Questo il contesto che circonda la nascita di Miitomo. Quanto è emerso finora la descrive come una app che userà Facebook e Twitter per la diffusione (gli utenti potranno aggiungere amici da queste due piattaforme social). E i Mii, le versioni buffe (e molto giapponesi) di noi stessi, come alter ego virtuali. C’è chi l’ha definita la versione mobile del Miiverse, il social network connesso alla Wii U. In realtà l’esperimento è più interessante perché sfruttando un minimo di intelligenza artificiale Nintendo intende donare vita propria ai nostri personaggini-con-la-faccia-tonda  e generare conversazioni. In che modo? In una prima fase occorrerà rispondere ad alcune domande. Nulla di scandaloso (è sempre Nintendo): la pizza preferita, il colore, l’animale ecc. Le risposte verranno condivise tra amici, dando vita a conversazioni per rendere edotti gli amici di quello che gli altri pensano di noi. Quando gli utenti sapranno come gli amici hanno risposto a una certa domanda potranno esprimere un giudizio, lasciare un cuoricino o commentare attraverso testo o foto. Il rischio è una sorta di Catena di Sant’Antonio di gente che si fa i fatti nostri. Oppure, un diversivo “Nintendoloso” alla banalità dei social. Vedremo.