“I vostri dati sono vostri e sono il vostro tesoro, voi siete i proprietari. E’ questo ciò che ripetiamo a tutte le onlus”, spiega Ottavio Crivaro, ingegnere, che con SmartAid offre alle organizzazioni un algoritmo per migliorare la raccolta fondi. “Spesso le onlus cedono i dati all’esterno, a società di comunicazione o altro, senza rendersi conto che lì risiede il loro valore”.

Crivaro ha fondato qualche anno fa Moxoff, come spinoff del Politecnico di Milano, Dipartimento di Matematica. E per passione ha deciso di declinare le conoscenze di data science al settore del non profit. Oggi SmartAid propone agli enti del terzo settore algoritmi avanzati di analisi statistica e tecniche di machine learning per analizzare i dati di donatori e campagne e fare previsioni che permettono di ottimizzare le strategie di raccolta fondi.

Cos,ì per esempio, l’anno scorso la Fondazione Mission Bambini aveva la necessità di selezionare dalla propria base donatori il target ottimale verso cui indirizzare il mailing della campagna natalizia 2016 di riattivazione dei donatori persi o “spenti”. Allora con tecniche di data mining è stato costruito un modello ad hoc per selezionare i donatori con maggiore probabilità di risposta al mailing, prendendo come base di riferimento, i dati delle campagne di riattivazione fatti dall’associazione negli anni precedenti. Con questo approccio il numero di donatori a cui si è rivolta la campagna è stato quasi dimezzato nel 2016 rispetto al 2015, con una conseguente diminuzione dei costi di stampa e postalizzazione. Allo stesso tempo, grazie a scelte strategiche legate al packaging, al tema e al messaggio, si è riusciti a garantire uno stesso numero di donazioni e si è registrato un aumento della donazione media. I risultati non sono mancati. Nel 2016 i costi totali sono diminuiti del 17% sul 2015 (a fronte di un costo medio delle campagne rivolte ai donatori selezionati che è salito del 15%),  la redemption (i donatori che hanno risposto positivamente) è aumentata del 100% e i ricavi netti del 180 per cento.

La registrazione degli utenti, tramite sito o una app dedicata o offline, consente alla onlus di avere un canale diretto coi donatori e può studiarne profilo e comportamento rispetto a determinate campagne o azioni. SmartAid sta lavorando però anche sulla sentyment analysis dei social network. In particolare, vengono analizzati  i comportamenti degli utenti generici sui propri canali social. Non essendo gli utenti registrati presso la onlus si possono solo fare delle macro-classificazioni. Utili però per sperimentare cosa succede se una onlus fa sui social le stesse azioni che fa sui propri canali diretti.

“Sono ancora poche le organizzazioni che decidono di utilizzare questi strumenti – aggiunge Crivaro – Ma aumenta il bisogno di ottimizzare le risorse, agendo in maniera efficace. E’ un’onda lenta ma sta arrivando”.

Smartiad è uno dei progetti che saranno esposti agli Open Days dell’Innovazione (Base, Milano, 6-7 novembre) all’interno del progetto Innovazione per lo sviluppo, promosso da Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt.