Possono le emozioni di Jane Austen, Charles Dickens, William Thackeray e dei vari romanzieri inglesi del 19esimo secolo essere identificati su una carta geografica? Può la paura diventare materia e legarsi a un luogo preciso? Possono la gioia, la tristezza o la sensazione di meraviglia prendere forma e raccontare un quartiere o una zona precisa? Per i ricercatori e i professori del Stanford Literary Lab, il laboratorio in cui si analizza la letteratura utilizzando le avanguardie tecnologiche, la risposta è positiva. In un nuovo progetto di data mining, lanciato e promosso fra gli altri dall’italiano Franco Moretti, professore presso l’Università dal 2000, si lavora a creare una mappa emotiva di Londra. “Mapping Emotions In Victorian London” (https://www.historypin.org/en/explore/victorian-london/project/about/bounds 51.314498,-0.296169,51.610959,0.084233/paging/) è una cartina interattiva digitale costruita su Historypin, una piattaforma creata da Shift, organizzazione non-profit londinese, supportata inizialmente da Google. L’obiettivo del progetto è quello di costruire una sorta di archivio globale in cui è possibile pubblicare e condividere contenuti storici. Tutto ciò fa parte di un movimento formatosi all’interno delle discipline umanistiche che sfrutta la tecnologia per ampliare, archiviare e approfondire l’analisi culturale con lo scopro di dare forma a una geografia letteraria. Per realizzare questo progetto il team del Stanford Literary Lab, che utilizza una sorta di critica computazionale per l’analisi della letteratura in modo statistico, ha avviato una campagna di crowdsourcing, con l’aiuto di Amazon Mechanical Turkers, e ha chiesto a utenti anonimi se ognuno dei 167 luoghi della capitale britannica denominati in quasi 1402 libri suscitassero in loro tensione, timore, felicità, sorpresa. Una volta raccolte le varie informazioni, i ricercatori hanno cominciato ad animare la mappa. Cliccando, infatti, su ogni punto rosso presente sulla cartina, non solo si ha una visione ravvicinata della zona, ma si apprende anche come tale zona sia stata raccontata in uno specifico romanzo. Il punto 27, per esempio, raffigura Hyde Park e introduce un estratto del libro “The Three Curates” di G. Bigg Wither, il 39, invece, ci riporta a Kensington Garden e al romanzo “In The Mercenary Marriage” di Rachel Rossano, il 3 evidenzia Brixton in “Letters of Gold” di Rosemary Taylor. La mappa, inoltre, viene divisa tre categoria principali: “Dreadful London” (Londra Terribile,ndr) caratterizzata da luoghi che rappresentano la povertà, la miseria e il crimine della Londra vittoriana, come la Tower of London, celebre prigione. “A day in the life of old London” (Un giorno nella vita della vecchia Londra, ndr), riunisce sulla mappa quei luoghi neutri, in cui non sono state narrate forte emozioni. Infine, “London in the light” (Londra nella luce, ndr), sono i posti delle sensazioni positive, della felicita’ e della gioia spesso legate a zone ricche come Hyde park, Grosvenor Square o West End. Il progetto si propone anche di analizzare i modi in cui lo spazio fisico e la costruzione degli edifici così come l’urbanizzazione crescente abbiamo non solo modificato la geografia della città, ma anche le varie esperienze di vita di ogni singolo “eroe” celebrato nei vari romanzi.