Avevano bisogno di 90mila dollari, ne hanno raccolti più di un milione. In una delle campagne di crowdfunding con protagonista una realtà italiana di maggior successo di sempre. Loro sono Lorenzo Frangi, Alessandro Trifoni e Davide Cevoli, i tre founder di Springa, una startup incubata in PoliHub, l’acceleratore del Politecnico di Milano. E il prodotto che ha suscitato tutto questo interesse è Goliath, un CNC portatile.

Una sorta di rivoluzione copernicana nel mondo della fresatura: «abbiamo invertito la logica tradizionale», spiega Frangi, «portiamo la tecnologia sul pezzo e non quest’ultimo dentro alla macchina». Un’idea nata nel 2014, quando anche in Italia muoveva i primi passi il movimento dei makers, quindi argomento della tesi di laurea e ora prodotto pronto al lancio sul mercato. Anche grazie al milione e 72mila dollari raccolti su Kickstarter.

Goliath è un robot montato su ruote, capace quindi di muoversi e di «di lavorare legno, plastiche e alluminio in lastra. Parliamo di superfici con uno spessore fino a 35 millimetri. Che può arrivare a 40 per i materiali lignei». Sono già previsti diversi tipi di punta, come sulle frese tradizionali, sia per lo scavo più grosso che per le lavorazioni di finitura più particolari. Unico limite attuale, l’alimentazione. Al momento, infatti, questo CNC lavora attaccato ad una presa di corrente.

«Goliath è appetibile innanzitutto per l’amante del fai da te, che ha rappresentato il nostro target di partenza», aggiunge Frangi, «ci stiamo però rendendo conto che anche molte aziende sono interessate a questo prodotto per la sua flessibilità». Non a caso alla campagna di crowdfunding, di fatto una sorta di prevendita del CNC targato Springa, hanno partecipato studi di progettazione, società di arredamento, imprese che si occupano di allestimenti e scenografie. Ma anche «aziende più grandi che realizzano laminati plastici ed hanno la necessità di realizzare sagomature particolari».

I 90mila euro posti inizialmente come obiettivo della campagna di crowdfunding sarebbero dovuti servire per completare lo sviluppo del software e avviare l’industrializzazione. Si tratta in buona sostanza di rendere l’interfaccia utente più user friendly e di lavorare per consegnare i primi esemplari per il mese di agosto del prossimo anno. Il risultato cambia in qualche modo le prospettive? «L’elevato numero di backers ci ha permesso di validare il mercato e ora siamo in grado di stimare il potenziale di Goliath CNC in maniera più dettagliata», risponde Frangi, «il fatto di aver raccolto molto di più rispetto all’obiettivo iniziale non cambia i nostri piani. Nonostante il goal fosse relativamente basso, abbiamo sempre stimato di poter vendere su Kickstater tra i 500 ed i 600 robot, che effettivamente è il risultato centrato». Nemmeno il tempo di celebrarlo, però, che già si muovono i prossimi passi: «stiamo lavorando per concludere una partnership che ci permetta di ultimare lo sviluppo e avviare al più presto la produzione».