A Milano sono avviati o in realizzazione nove incubatori d’impresa in spazi comunali o in partnership con soggetti quali Politecnico, Bocconi, Camera di Commercio. Complessivamente la città ha messo a disposizione di progetti innovativi o sociali circa 12mila metri quadrati di spazi dismessi.

Accanto agli incubatori specializzati (high tech, green, digitale, agrofood) o (Ex-Ansaldo) concepiti come spazi ibridi tra socialità, cultura, innovazione imprenditoriale, c’è l’esperienza di FabriQ, spazio di proprietà dell’amministrazione comunale per progetti a “impatto sociale” inaugurato nel gennaio 2014. FabriQ è insediato in un quartiere periferico, Quarto Oggiaro, che soffre di un’immagine negativa, ma è anche interessato da vivaci processi di trasformazione. La struttura è stata affidata in gestione, mediante bando, a Impact Hub e Fondazione Brodolini, che offrono ai progetti incubati servizi: nove mesi intensivi di formazione e workshop, tutorship dedicata e incontri one to one con consulenti, sessioni comuni, meeting con investitori, esperti, imprenditori sociali, networking nazionale e internazionale, supporto alla promozione, comunicazione, partecipazione a calls.

FabriQ è anche un presidio inserito nel quartiere, in contatto con l’associazionismo e le scuole superiori, nonché sede di un coworking che consente di utilizzare le facilities dell’incubatore e fare rete con le start up.

Il primo bando comunale, del 2014, ha consentito di incubare sei progetti di team operanti in diversi campi: dallo scambio di terreni all’agricoltura sociale, dal riciclo rifiuti al tracking per attività sportive, dal fundraising attraverso il coinvolgimento di personaggi famosi alla produzione di alimenti biologici. Inoltre, l’incubatore ospita tre start up dedite al turismo accessibile, agli accessori per la cura delle persone e alle app per micro servizi di scambio tra senior e studenti. A un anno di distanza sono nate cinque imprese, che hanno mobilitato un milione di euro di venture capital e creato quasi venti posti di lavoro.

Il secondo bando, chiuso nel marzo 2015 e aperto a progetti internazionali, ha proposto tre aree tematiche: il concetto di “smart city”, l’accessibilità degli spazi urbani da parte dei soggetti più deboli, la condivisione di beni, spazi, risorse. I sette vincitori, oltre a contare su un finanziamento di circa 20 mila euro a fondo perduto, accederanno al percorso di incubazione nonché alla piena membership della community di Impact Hub. I progetti riguardano temi come il carpooling, l’autista on demand, piattaforme di crowdsourcing e crowdfunding con finalità pubbliche e sociali, condivisione di servizi di welfare per le aziende, app rivolte ad attività per bambini e per persone anziane non-autosufficienti.

Entrambi i bandi sono stati finanziati con risorse proprie del bilancio comunale; l’investimento è stato al 100% del Comune di Milano, senza fondi esterni, scelta consentita dalla  forte volontà politica e dalla disponibilità di risorse sul bilancio.

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