«Chi l’avrebbe mai detto». Il primo pensiero di Maria Fidanza è stato un misto di incredulità e sorpresa. L’e-commerce su eBay del suo negozio di arredamento per interni L’Aquila Design era acceso soltanto da poche ore e già era apparso il primo ordine. La storia di questa giovane imprenditrice aquilana inizia però molto tempo prima e nonostante i suoi ventisette anni d’età è fatta già di momenti drammatici e di ripartenze. E come spartiacque il terremoto che ha sconquassato la sua terra d’Abruzzo. Nel 2009 i tre negozi di arredamento, attivi da quattro generazioni, vengono distrutti o gravemente danneggiati. Si deve ricominciare da zero. «Dopo una settimana dal sisma abbiamo deciso di ripartire, restando a lavorare nella nostra terra. Avevo soltanto diciannove anni», racconta Maria.

Voglia di riscatto, determinazione, orgoglio. E poi un gioco di squadra fondamentale con la sua famiglia. «Siamo due fratelli e due sorelle: soprattutto io e mia sorella siamo state le più motivate nella vendita online». Così nel 2013 è stato riaperto il primo negozio fisico con annessa una piccola falegnameria per lavori di riadattamento del mobilio. Dopo tre anni c’è stato l’approdo online. «Abbiamo riaperto offrendo un servizio alla comunità per riparare mobili danneggiati dal terremoto. Volevamo aiutare i nostri concittadini a sentirsi nuovamente a casa dopo l’esperienza del terremoto».

Oggi il negozio vende non solo in Italia, ma anche all’estero: Europa, Asia, Australia e Singapore sono i Paesi in cui il design è molto apprezzato. «Abbiamo registrato una crescita istantanea grazie alla rete. È fondamentale la cura del dettaglio, l’attenzione maniacale al servizio al cliente, la risposta rapidissima e se possibile efficace».

Maria Fidanza
Maria Fidanza

 

Dall’impresa abruzzese che riparte da zero a quella che si rafforza grazie alla rete. Perché Ilaria Zanetta, ventisettenne di Omegna, quindicimila anime nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola a nord del Lago d’Orta, è riuscita a contaminare col digitale la cartoleria di famiglia, traghettandola di fatto online. Oggi i prodotti della storica attività piemontese Zanetta, acquisita dalle zie paterne nel 1971, possono essere acquistati su eBay. E ai cinquanta metri quadrati di negozio e centoventi di magazzino nel pieno centro storico di Omegna se ne sono aggiunti molti altri del punto vendita virtuale.

Un approdo che è stato anche una necessità. «Qui una volta c’erano tante fabbriche di casalinghi che oggi hanno chiuso o delocalizzato. Andare online è stata una salvezza», racconta Ilaria, una laurea in economia e commercio all’Università di Novara e un impegno costante a fianco di mamma e papà nel negozio di famiglia. «Rispondo alle richieste che arrivano dal web. E sono le più strane. Pochi giorni fa abbiamo venduto un lotto importante di carta assorbente per notai», ricorda Ilaria. La forza della nicchia, che la rete valorizza.

«Da giovane donna penso che l’e-commerce possa rappresentare una bella opportunità per il mio futuro. L’online è per me un passo avanti, un modo per calare nel mondo di oggi la nostra attività storica e adattarla al mondo che cambia».

Ilaria Zanetta
Ilaria Zanetta

 

I numeri dell’e-commerce al femminile

Maria, Ilaria e le tante altre donne imprenditrici che popolano la rete italiane. Fili che si legano tra loro, connettendo ambiti reali e virtuali e che consentono al made in Italy di approdare in ogni angolo del mondo. La piattaforma eBay, nata a San Josè nel lontano 1995 e presente ovunque, ha recensito molte di queste storie. E insieme a Ipsos ha fotografato la propensione all’imprenditorialità digitale delle donne europee: l’istituto di ricerca ha analizzato il desiderio di impresa per italiane, francesi e spagnole. Ne è uscita una istantanea della proattività che premia l’Italia, ma anche una denuncia di quei vincoli che limitano il fare impresa.

Per Ipsos sono 6 milioni le donne potenziali imprenditrici online, nel 40% abitano nel Sud Italia e sono over 36 anni per il 42% dei casi. E il 53% delle aspiranti imprenditrici pensa all’e-commerce. Non ci si improvvisa però: una su due afferma che occorre conoscere il mercato, per una su tre occorre focalizzarsi sulle esigenze del consumatore.

Barbara Bailini
Barbara Bailini

 

A coltivare il sogno di avviare un proprio business sono soprattutto casalinghe (33%), lavoratrici full time (20%) e disoccupate (16%). Il digitale – e in particolare l’e-commerce – viene in aiuto a chi vuole intraprendere una carriera imprenditoriale: la maggior parte di loro è consapevole che il commercio elettronico rappresenti uno strumento efficace per essere libere di lavorare ovunque vogliano (58%), per conoscere nuovi mercati soprattutto attraverso l’export (56%) e più in generale per realizzare il proprio spirito imprenditoriale. C’è anche il rovescio della medaglia: tra gli ostacoli nel fare impresa online si segnalano tassazione per il 63% e burocrazia per il 40%  delle intervistate.

«I risultati di questa ricerca descrivono uno scenario dinamico per l’economia, ma anche per la società italiana. Conciliare le esigenze della vita familiare con quelle lavorative grazie all’e-commerce è possibile. Inoltre un dato incoraggiante che emerge nelle storie delle nostre utenti è che attraverso l’online cadono anche pregiudizi e barriere. Le donne, infatti, gestiscono sempre più spesso negozi in settori che erano considerati tipicamente maschili», afferma Barbara Bailini, manager Seller Strategy and Partnership di eBay in Italia.