I robot sono macchine potenti, ma stupide o addirittura pericolose da tenere a contatto con gli esseri umani. A breve, però, la situazione potrebbe cambiare. Smart Robots è una startup di E-Novia che ha trovato il modo di dare una testa “pensante” a ogni braccio robotico.

“Il grosso problema dei robot attuali” – dice Roberto Rossi di Smart Robots – “è che il meccanismo non sa cosa ha attorno. Ci sono dei robot che possono essere usati in ambienti di lavoro aperti, ma sono pochi e con pesanti limitazioni”. Smart Robots, invece, ha realizzato un dispositivo in grado di dare il senso della vista a questi utilissimi strumenti, permettendogli di uscire dalle gabbie nelle quali siamo abituati a rinchiuderli.

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Grazie allo scanner 3D e alla videocamera contenuti nella “testa” sviluppata dalla startup, il robot guarda dove sta spostando il braccio, bloccandosi in caso di ostacoli sul percorso, ma questa funzione di sicurezza è solo la punta dell’iceberg.

“Il nostro dispositivo” – continua Rossi – “è in grado dialogare con praticamente qualsiasi robot, trasformandolo da semplice strumento a vero e proprio collega”. Grazie al dono della vista, adesso un braccio robotico può svolgere i suoi compiti regolandosi in base alla posizione dell’operatore con cui lavora. Può aspettare che l’operatore finisca di lavorare su di un oggetto prima di andare a prenderlo o iniziare il suo turno. Può osservare la zona in cui dovrebbe rilasciare un carico e attendere, o cercare un altro punto, nel caso non fosse libero da persone o carichi precedenti. Può imparare al volo nuovi percorsi e compiti da svolgere semplicemente ripetendo i movimenti che l’operatore gli mostrerà.

Inoltre, si possono attivare programmi speciali in risposta a delle gesture, alleggerendo le postazioni di lavoro dove non saranno più necessari schermi e computer per gestire il robot.

“Abbiamo già iniziato dei progetti pilota” – racconta Roberto Rossi – “nei quali i robot affiancano gli operai dividendosi i compiti. Quelli ad alta complessità sono gestiti ancora dall’uomo, mentre il robot aspetta di svolgere quelli più semplici, capendo quando iniziare e dove a seconda di dove si trova il suo collega”

Il prossimo passo è quello di far uscire i robot dalle fabbriche e dai magazzini per portarli negli uffici, nei negozi, negli ospedali e nei ristoranti. Ovunque ci sia bisogno di assistenza, che può variare dal porgere un bisturi al distribuire dei piatti su di un tavolo, un robot può dare una mano… meccanica.