Activision lo ha definito il più grande lancio nel mondo dell’entertainment dell’anno.  Nei suoi primi tre giorni, Call of Duty Black Ops 3 (pc, Xbox One e PlayStation 4) ha superato la cifra di 550 milioni di dollari di sell-through a livello mondiale (inclusi i risultati di box office cinematografico, musica e libri). Ogni anno è così. La serie di Call of Duty è come il cine-panettone negli anni Ottanta: un appuntamento popolare e imperdibile al contempo. C’è poco da fare gli schizzinosi. E’ vero che non cambia molto, che nella campagna in single player non ci sono colpi di scena, che siamo sempre più supereroi e meno militari, che la specializzazione del personaggio è una idea già vista, che la guerra del futuro è stata ampiamente abusata dall’industria del videogame. E’ vero tutto. Ma anche sotto la guida di Treyarch  (che si alterna con Infinity Ward e Sledgehammer) Call of Duty si conferma un gioco ricco, spettacolare e godibile anche per i fan degli sparatutto più esigenti.

 

Le novità. La campagna single player può essere vissuta in co-op locale (due giocatori) e in mutiplayer online fino a quattro giocatori. Una volta terminata la si può rigiocare in modalità zombie (Nightmares).  Il comparto multiplayer è pieno zeppo di modalità e sfide. Meno frenetico del solito è una operazione di sfoggio muscolare. I più esperti sottolineano che il bilanciamento non è perfetto. Ma per i meno esperti non mancheranno momenti di puro divertimento.

Cosa ci piace. Call of Duty ha il senso del ritmo. E’ l’unico sparatutto che fila via come una discesa spericolato su una pista da sci. Intorno a te tutto esplode, tutto brilla. Si spara a casaccio, alle volte è fin troppo facile, ma non importa perché lo spettacolo è quello dei migliori film d’azione di genere guerresco.

Cosa non ci è piaciuto. Mirror’s Edge, Ghost Recon Advanced Warfighter, Destiny: c’è dentro un po’ di tutto questo Cod. La guerra del futuro con tanto di droni, innesti cyborg e hacking è una palestra ludica facile-facile. Il tono del racconto poi pare dimesso. I militari sono molto americani e maschi, i cattivi sono ambigui, feroci e sadici. Un copione piuttosto noto per gli amanti della serie. Eppure, è bene ribadirlo, questo Black Ops 3 non va criticato. Va vissuto come un pranzo di Natale, sontuoso, appagante ma un po’ sempre uguale a se steso.